Sanità in Toscana: una casacca rossa per gli addetti alle trasfusioni di sangue

L'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi a Firenze

Sangue

FIRENZE – Una casacca rossa per il personale sanitario addetto alle trasfusioni di sangue. Questi, insieme a «una estensione generalizzata dei sistemi più avanzati di identificazione del paziente e alla scrittura in chiaro sulle sacche di sangue del nome del paziente a cui sono destinate», alcuni punti del «piano sicurezza» che la Regione Toscana introdurrà a breve nella sanità regionale.

È stata «una settimana molto difficile per il sistema sanitario, gli operatori e i cittadini» ha detto ieri l’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni dopo i decessi di due ricoverati a Orbetello e Grosseto, quest’ultimo per una trasfusione sbagliata. E dopo la morte di un uomo in Versilia, dopo che una prima ambulanza giunta in suo soccorso era priva di defribillatore.

Luigi Marroni
Luigi Marroni

«La sanità sta attraversando un periodo complesso – ha detto Marroni – e io stesso ho vissuto gli ultimi episodi come una sconfitta anche personale. Ma sono convinto che da qui si riparte, per avere migliori risultati».

Una casacca rossa dunque distinguerà gli operatori della trasfusione. «Questo accorgimento – è convinto Marroni – potrebbe aiutare a creare nell’operatore e intorno a lui un clima di maggiore concentrazione e attenzione per un atto delicato come la trasfusione, che ha anche in sé una sorta di ritualità o sacralità. Pensiamo anche di lavorare di più in termini di addestramento specifico, con l’introduzione di maggiori elementi di automatismo proprio per restringere l’area di possibilità di errore».

Verrà anche costituita una task force, coordinata dal professor Gianfranco Gensini, presidente del Comitato consultivo della Scuola di scienze della salute umana dell’Università di Firenze, che sarà – ha detto Marroni – «pronta a intervenire su mia decisione in caso di eventi avversi di rilevanza tale da ritenere opportuno un’azione immediata. Saranno messi a punto protocolli per la gestione dell’evento avverso stesso, una volta che si sia verificato».

 

 

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Sandro Addario

Giornalista

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