Uno studio del professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze

Le piante sono intelligenti e sensibili come l’uomo

di Massimiliano Mantiloni - - Cronaca

Le orchidee sono le piante più furbe

Le orchidee sono le piante più furbe

FIRENZE – Le piante non solo sono intelligenti ma hanno anche 15 sensi, molto ben sviluppati. Lo sostiene Stefano Mancuso, professore associato presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, accademico dei Georgofili e anima del Linv, il primo laboratorio al mondo di neurobiologia vegetale, scienza da lui stesso fondata assieme al collega Frantisek Baluska dell’Università di Bonn.

Mancuso sarà domenica 29 settembre da Fabio Fazio in occasione della ripresa della trasmissione «Che tempo che fa» su RaiTre alle 20. In vista di questo appuntamento Firenzepost lo ha intervistato per parlare delle sue scoperte. «Si pensa che le piante siano organismi  semplici, mentre in realtà sono sofisticati, evoluti ma differenti dagli animali. Spesso non lo capiamo perché siamo portati ad avere sentimenti e comprensione verso tutto ciò che ci assomiglia. Verso le piante non abbiamo sentimenti positivi o negativi; le ignoriamo e non ci accorgiamo che hanno un tipo di intelligenza diversa dalla nostra».

Secondo il professore le piante sono in grado di risolvere loro specifici problemi.  Con le radici, ad esempio, esplorano il terreno circostante per trovare nutrimento evitando ostacoli e animaletti.

Le orchidee sono particolarmente «furbe», ossia riescono ad ingannare gli insetti impollinatori. Le orchidee producono un fiore simile alle femmine di insetto invogliando gli «impollinatori» ad accoppiarsi, finendo con il trasportare inconsapevolmente il polline di fiore in fiore.

Tra le sorprendenti informazioni contenute nel suo libro «Verde brillante», si scopre  che in  termini di presenza sulla terra i vegetali rappresentano oltre il 99% dell’intero mondo vivente. La maggior parte di loro potrebbe fare a meno del mondo animale ma sicuramente noi non possiamo vivere senza di loro. «Una pianta è molto più sensibile di un animale, capace di sentire il mondo intorno a sé e percepire tutto ciò che proviene dall’ambiente, in maniera molto sofisticata proprio perché non può scappare quando qualcosa va male o cambia nell’ambiente: quindi l’unica possibilità di sopravvivenza è quella di percepire i cambiamenti ambientali in una maniera più sensibile rispetto agli animali».

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Massimiliano Mantiloni

Massimiliano Mantiloni

Giornalista
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