Nella tesi del tenore ottimismo per i giovani che si avvicinano alla musica

Andrea Bocelli si è laureato in canto

di Massimiliano Mantiloni - - Cronaca, Cultura

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Andrea Boccelli laurea in canto

Andrea Boccelli laurea in canto

FIRENZE – Andrea Bocelli ha conseguito la laurea in Canto. E’ accaduto presso il Conservatorio di Musica Giacomo Puccini di La Spezia: lo stesso giorno di uscita mondiale del nuovo album, «Love in Portofino». Già dottore in giurisprudenza, pisano, 55 anni compiuti, l’ultima tappa per conseguire la Laurea Magistrale in Canto è stata la discussione della tesi, dal titolo «Il valore e il senso del canto lirico agli inizi del terzo millennio».

Il candidato d’eccezione, protagonista da ormai vent’anni dei più importanti palcoscenici internazionali, ha realizzato un corposo testo dedicato allo stato dell’arte dell’opera e dei suoi interpreti, arricchito da una serie di contributi firmati da musicologi e studiosi, oltre che da colleghi del calibro di Placido Domingo. Dall’approfondita analisi affrontata nelle oltre settanta pagine della tesi, emerge una valutazione ottimistica e di grande incoraggiamento, sia per i giovani che si avvicinano al mestiere del canto, sia per i Conservatori di musica.

Andrea Bocelli, reduce dall’ennesimo trionfale tour, questa volta in America Latina, con oltre ottanta milioni di dischi venduti e platee ovunque in delirio, si conferma la voce più amata nel mondo. Ma nonostante questo, ha voluto affrontare con attenzione anche questa sfida personale. «Il valore e il senso del canto lirico, agli inizi del terzo millennio, restano intatti –scrive Andrea Bocelli, concludendo il proprio lavoro– Anzi acquisiscono connotati ulteriori e più ampi, perché a fronte del rischio predominante di cedere alla superficialità in ogni campo espressivo, il canto lirico è in grado di fronteggiare una simile deriva: una forma artistica che eleva lo spirito e consente di esprimere l’inesprimibile. Il canto lirico è un bene d’inestimabile valore; un vero e proprio patrimonio dell’umanità a cui si è giunti in capo a secoli di studi, di tentativi, di voli dello spirito, poiché è bene ricordare qui che la musica e per conseguenza il canto sono, come giustamente e brillantemente ebbe a dire il celebre filosofo tedesco di Lipsia, Leibniz: occulto esercizio aritmetico dell’anima, che non sa numerarsi».

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Massimiliano Mantiloni

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Giornalista

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