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Preso il serial killer evaso dopo un permesso premio

DALLE CARCERI AL CIVILE, DOMANI PACCHETTO GIUSTIZIA IN CDM
Il Guardasigilli Anna Maria Cancellieri

Il serial killer in permesso dal carcere di Marassi e l’altro detenuto non rientrato nel carcere di Pescara sono stati ripresi. Avevano fatto perdere le loro tracce approfittando dell’applicazione disinvolta dei benefici carcerari, grazie a un concorso di superficialità, disinformazioni, sciatterie condite dal solito scaricabarile all`italiana.

RESPONSABILITÀ A Genova il direttore del carcere che ha fatto uscire il criminale aveva passato il cerino acceso al magistrato di sorveglianza che aveva dato il permesso, il quale a sua volta lo aveva ceduto al pool di sedicenti esperti che avevano garantito, i quali a loro volta non potevano che rispondere che il loro è un ruolo di consulenza. I soggetti (magistrati, esperti e dirigenti del carcere) dotati di ampi poteri discrezionali, quelli che hanno concesso a Genova il permesso premio a Bartolomeo Cagliano, devono essere responsabili dinanzi ai cittadini che pagano i loro i stipendi e le strutture che sono loro affidate. E quando sbagliano vanno puniti, perché i loro colleghi non ripetano simili errori.

IL DIRETTORE È stata tragicomica l’affermazione del direttore del carcere: «Noi non sapevamo che avesse quei precedenti penali, per noi era un rapinatore». In tal modo forse pensava di migliorare la propria posizione. Nel curriculum il fuggitivo ha anche la rapina, ma soprattutto tre omicidi a sfondo sessuale e un’altra evasione. Nonostante una simile fedina gli esperti (psicologi ed assistenti sociali) del carcere avevano assicurato che il delinquente era diventato una persona tranquilla. I poliziotti della squadra mobile di Genova affermano invece che Cagliano è ancora oggi un soggetto molto pericoloso.

IL GIUDICE Il giudice che ha concesso il permesso afferma che tutto fa pensare che il delinquente non sia pericoloso. Si tratta dello stesso ufficio giudiziario che ha confermato gli arresti domiciliari ai poliziotti condannati per il G8. Due pesi e due misure. Toghe rosse, direbbe Berlusconi; io credo che si tratti soltanto di personaggi che vivono completamente avulsi della realtà concreta, come altri loro colleghi.

IL MINISTRO Il ministro Anna Maria Cancellieri ha detto che «fatti di questo genere non possono e non devono accadere. Sarà aperta un’inchiesta per sapere chi ha sbagliato». Dai primi accertamenti sarebbe comunque emerso che i precedenti del fuggitivo erano a conoscenza di tutti i soggetti che hanno contribuito alla concessione del permesso. É quindi necessario che si fissino regole stringenti per evitare che questo accada nuovamente, mettendo un limite al potere discrezionale di funzionari, esperti e giudici.

CHE FARE Per fortuna l’assassino e l’altro evaso sono stati catturati dalle forze di polizia sulle quali, al solito, ha gravato il peso dell’inefficienza e inettitudine altrui. Giustifcata l’esultanza e il ringraziamento del ministro Alfano ai suoi uomini e alla polizia francese, un po’ menoquella del ministro Cancellieri, alle cui strutture è imputabile tutto questo pasticcio. Peccato che ai fuggitivi non sia stato applicato il braccialetto elettronico. Sarebbe stato più semplice rintracciarli. Il fatto è capitato proprio nel momento in cui il governo ha dato seguito al pressante (anche troppo) incitamento del capo dello stato a svuotare le carceri. Speriamo che le due evasioni costituiscano un monito, un invito alla prudenza per l’adozione e l’applicazione di determinati provvedimenti. Comprendiamo, fino a un certo punto, che occorre essere umani verso i detenuti, al di là del caso Ligresti, e facilitare il loro recupero. Occorre valutare bene però anche le conseguenze di questa linea di condotta. Ricordiamoci che si tratta pur sempre di delinquenti, e che lo Stato dovrebbe curarsi in primo luogo di tutelare la sicurezza dei cittadini che rispettano la legalità. Ma sembra che questa sia attualmente l’ultima delle sue preoccupazioni.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di FirenzeMail

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