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Economia toscana, più soldi per la Cigs. Banche, sofferenze record

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FIRENZE – I lavoratori toscani in cassa integrazione non avranno, per il momento, riduzioni di retribuzione. Sei milioni di euro nel 2014 saranno stanziati dalla Regione Toscana. Questo il contenuto di una delibera approvata oggi dalla giunta in tema di integrazione del reddito per i lavoratori che usufruiscono dei contratti di solidarietà nelle aziende che rientrano nel regime di Cassa integrazione straordinaria (ovvero le aziende sopra i 15 dipendenti). Con la legge finanziaria 2014, l’integrazione a carico del ministero è stata ridotta dall’80 al 70% della retribuzione persa. Per attutire la perdita, la Regione, con uno stanziamento iniziale di circa 6 milioni, ha deciso di corrispondere una integrazione pari al 15% del trattamento perso, rendendo così invariata la somma erogata dalla Regione. I lavoratori toscani potranno così raggiungere, nonostante la riduzione a livello nazionale, circa l’80% della retribuzione.

ORE – Dal 2009 ad oggi i lavoratori per i quali sono state erogate integrazioni al reddito sono stati circa 16 mila. Per la Regione ciò ha comportato una spesa di circa 19 milioni di euro. Nel corso di tutto il 2013 la Cassa integrazione è aumentata del 3,2% rispetto al 2012, contro il -1,4% italiano. La straordinaria aumenta di +22,1%, l’ordinaria del +16,9%. In termini assoluti le ore sono state 55 milioni e 600 mila, equivalenti a circa 32.700 posti di lavoro a tempo pieno. A livello territoriale, le province in cui si sono registrati aumenti sono Pisa, Siena, Firenze e Grosseto. In diminuzione Massa Carrara, Arezzo, Pistoia e Livorno e stabili Lucca e Prato.

PRODUZIONE – Migliora l’orizzonte dell’economia toscana. Secondo uno studio della Cgil sta frenando la caduta della produzione industriale (appena -0,1% sull’anno precedente) accompagnato da una crescita di occupati nel manifatturiero (+6%) e soprattutto nell’industria in senso stretto che risale sopra i 305.000 addetti.Flettono invece di oltre l’1% gli addetti nel commercio e turismo e di quasi il 4% nei servizi. Il dato complessivo degli occupati è stagnante (-0,6%) rispetto al -0,5% del trimestre precedente, ma si colloca sopra il dato nazionale (-2,3%) e del centro Italia (-1,9%). Stabili rimangono gli inattivi.

DOMANDA – Il numero complessivo degli avviamenti risulta in calo del 9,8% a conferma della debolezza della domanda. La caduta del 7,1 dei contratti di apprendistato e la crescita dei tirocini (+24,6) lascia intravedere una possibile impropria attività sostitutiva da parte delle imprese. Il calo del lavoro intermittente e a progetto e la crescita dei contratti a tempo determinato (+3%) e a tempo indeterminato (+7,1%) rappresentano un’importante auspicabile inversione di tendenza nella qualità dell’occupazione che vede però di converso, anche una crescita del part-time involontario del 16,5%.

CREDITO – Sempre più elevate e diffuse le sofferenze bancarie in Toscana, mentre calano gli impieghi. Secondo l’ultimo rapporto Ires-Cgil, a settembre 2013 l’importo complessivo delle sofferenze ha toccato quota 11,5 miliardi di euro contro gli 11 di giugno (+4,4%), mentre il numero di soggetti a sofferenza è passato da 71.532 a 74.231 nello stesso arco temporale. La provincia con la quota maggiore di sofferenze è Firenze (28% del totale), seguita da Arezzo (12%), Lucca e Prato (10%). In parallelo, gli impieghi nei settori produttivi sono in costante calo: a novembre 2013 la flessione su novembre 2012 è stata del 10,7% per le costruzioni, dell’8% per l’industria in senso stretto e del 6,2% per i servizi.

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