Alla vigilia della sfida per la candidatura a sindaco di Firenze, Dario Nardella replica al nostro direttore

Sono primarie vere, se perdo torno a casa

di Dario Nardella - - Lente d'Ingrandimento, Politica

Dario Nardella

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Domenica 23 marzo ci saranno le primarie del Pd e i fiorentini saranno chiamati in prima persona a scegliere il candidato alle elezioni amministrative di maggio. Respingo l’idea che non siano primarie vere, come ha ipotizzato il direttore di FirenzePost. Gli iscritti al Partito democratico, ma anche coloro che non lo sono, grazie alle primarie avranno la possibilità di scegliere la persona a cui vorrebbero poter affidare le ‘chiavi della città’ per i prossimi cinque anni.

Mi sono candidato perché tra Roma e Firenze ho scelto Firenze. Dopo una bellissima esperienza parlamentare romana, ho deciso di tornare qui spinto dall’amore per questa città che mi ha adottato all’età di 10 anni. Firenze è subito entrata nel mio cuore e fare il sindaco è la cosa più bella che ci sia per chi, come me, ha scelto di fare politica e mettersi al servizio della propria comunità.

Ed è per una questione di rispetto verso i fiorentini che ho deciso di correre alle primarie senza paracadute, senza conservare un posto in Parlamento dove poter tornare in caso di sconfitta. Non è giusto che a rischiare siano solo i cittadini o le imprese. Devono rischiare anche i politici, che devono assumersi le proprie responsabilità mettendoci la faccia. Per questo ho inviato alla presidente della Camera Laura Boldrini la lettera di dimissioni da parlamentare, pur non essendo obbligato. Finora nessuno lo ha fatto. Io voglio rischiare in prima persona: se perdo torno al mio lavoro; se vinco invece proverò insieme ai fiorentini a continuare a cambiare il volto di Firenze, proseguendo su un percorso già segnato ma sul quale c’è ancora tanto da fare.

Tra le mie priorità, solo per citarne alcune, ci sono le linee due e tre della tramvia, e il suo proseguimento a nord fino a Sesto e a sud fino a Bagno a Ripoli, lo sviluppo dell’aeroporto, il nuovo stadio a Novoli e la cittadella dello sport a Campo di Marte, ma anche la valorizzazione delle periferie e dei giardini, l’importanza di avere una città sempre più sostenibile che punti sulla diffusione dell’elettrico.

Le primarie, aperte a tutti, sono una grande occasione di partecipazione alla vita democratica della città. Perché l’energia e la forza di cambiare non si fermino, mi auguro che domenica i cittadini di Firenze vadano numerosi ai seggi per scegliere il loro candidato alla guida della città.

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