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Concordia, a giorni verrà scelto il porto dove smaltire la nave

Concordia, nuovo stop ai lavori di rimozione. Costa Crociere: «Temporaneo»

Concordia, si bloccano i lavori al Giglio e slittano i lavori di rimozione
Concordia, si bloccano i lavori al Giglio e slittano i lavori di rimozione

ISOLA DEL GIGLIO (GR) – Si fermano i lavori per la rimozione della Concordia. Un tam tam stamani 30 aprile che aveva fatto pensare ai tempi lunghi, ma che al momento sembra rientrato. Tutto nasce da un fermo al montaggio dei cassoni che serviranno per il rigalleggiamento dello scafo. 

«E’ stata Costa Crociere, con una lettera, a ritirare la richiesta di autorizzazione al montaggio in attesa di poter fornire una documentazione completa sull’operazione» aveva fatto sapere il presidente dell’Osservatorio di monitoraggio Maria Sargentini dicendo che non è stato il loro organismo a bloccare le operazioni, come era apparso stamani in un primo momento. «Non siamo interessati a conoscere il porto. L’Osservatorio ha chiesto a Costa di conoscere gli scenari di rischio relativi alla scelte di trasporto dello scafo della Concordia: traino e Vanguard, fino ad eventuale esplicita rinuncia di Costa sull’uso della piattaforma. A quelle scelte è legato il problema delle acque interne residue, della loro bonifica e del tipo di trattamento in sicurezza per il mare del Giglio e in generale per l’ambiente».

Ma la Titan Micoperi, che per Costa Crociere sta operando per la rimozione della nave, assicura che i lavori riprenderanno entro pochi giorni. «L’Osservatorio ci ha chiesto delle informazioni supplementari dal punto di vista ambientale considerando carente la documentazione su una delle due ipotesi di rimozione del relitto, quella che riguarda la nave olandese Vanguard. E’ stato un atto corretto e noi in qualche giorno presenteremo all’Osservatorio quel che ci è stato richiesto per poter riprendere i lavori –ha detto Sergio Girotto, rappresentante del Consorzio Titan Micoperi– Girotto ritiene che la sospensione del lavoro di montaggio durerà solo pochi giorni. Una volta ottenuto il via libera dall’Osservatorio riprogrammeremo la tabella di marcia dell’operazione anche alla luce del buon esito del montaggio del primo dei 19 cassoni, quello più complicato, che ci fa essere ottimisti».

Costa Crociere spiega da parte sua che «è stata ritirata la richiesta solo per un cassone. Confermato l’impegno alla rimozione il prima possibile».

Nei giorni scorsi al Giglio è arrivato, ed è stato installato, il primo dei diciannove cassoni che dovranno essere montati sul lato di dritta, quello emerso dal mare, per consentire il rigalleggiamento del relitto. In pratica non è stata concessa l’autorizzazione all’installazione dei successivi cassoni in assenza della scelta sul porto di destinazione finale. Se il relitto dovesse essere portato via con la Vanguard (la megachiatta olandese che ingloberebbe la Concordia per portarla in un porto estero) dovrebbe necessariamente essere svuotata di tutti i liquidi presenti al suo interno, per consentirgli di avere maggiore stabilità. Un’operazione che, una volta montati i cassoni, potrebbe essere fatta solo attraverso uno sversamento in mare dei liquidi stessi, cosa che provocherebbe un inquinamento ambientale. Oppure bisognerebbe prima trainare la Concordia in un porto intermedio, per svuotarla dei liquidi e caricarla sulla Vanguard.

Anche dal Ministero dell’Ambiente si fa sapere che il Governo sta lavorando per una soluzione italiana. «Soluzione su #Concordia per noi è priorità: a lavoro per rispetto tempi, protezione #ambiente e smaltimento in Italia». Lo ha scritto su twitter il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, dopo la sospensione dei lavori di aggancio dei cassoni sul relitto al Giglio.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco dell’isola Sergio Ortelli. «Sulle scelte della rimozione del relitto si è generata una situazione molto grave e assai preoccupante. Costa Crociere chiarisca immediatamente le modalità di rimozione e il porto di destinazione e si riprenda la corsa dei lavori per raggiungere quel traguardo che attendiamo da tre anni. L’Isola del Giglio non può permettersi di aggiungere ulteriori danni a quanto fin qui ha già, suo malgrado, subito -ha detto Ortelli- Perché si faccia quanto prima chiarezza ho chiesto al Prefetto Franco Gabrielli la convocazione di un Comitato Consultivo straordinario».

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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