L'intervento del Capo dello Stato

Montecitorio, ricordate le vittime del terrorismo. Firenze smemorata

di Paolo Padoin - - Cronaca

Il Presidente Napolitano in via Caetani

Il Presidente Napolitano in via Caetani

Alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto luogo, a Montecitorio, la cerimonia del Giorno della memoria, dedicato alle vittime del terrorismo. La cerimonia è stata aperta dall’esecuzione dell’Inno nazionale da parte dell’ensemble corale dell’Istituto comprensivo Parini di Catania. Sono seguite le testimonianze di Sabina Rossa, figlia di Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979, di Manlio Milani, Presidente dell’Associazione dei familiari dei caduti nella strage di Piazza della Loggia, e marito di Livia Bottardi, vittima della strage del 28 maggio 1974, di Franco Sirotti, fratello di Silver Sirotti, deceduto nella strage dell’Italicus il 4 agosto 1974, e di Rosaria Manzo, Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage sul treno rapido 904 e figlia di Giovanni Manzo, ferito nella strage del 23 dicembre 1984.

È intervenuta quindi la Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. Al termine, il Presidente della Repubblica, con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini e il Ministro dei Beni e Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha premiato le scuole vincitrici del concorso «Rete degli Archivi per non dimenticare – Memorie in un flash».

In mattinata Giorgio Napolitano aveva deposto una corona di fiori sotto la lapide che ricorda l’assassinio del presidente della DC, Aldo Moro, in via Caetani, luogo del ritrovamento del corpo dello statista, abbandonato dopo l’esecuzione da parte delle Br. In questo anniversario cade il «Giorno della memoria», dedicato alle vittime del terrorismo. Un anniversario per non dimenticare i servitori dello Stato (tantissimi quelli in divisa), i liberi professionisti, i commercianti, i contadini, gli impiegati, i militanti politici, i parlamentari, gli studenti, le massaie, i bambini e i molti, troppi, “martiri per caso”. Sono le vittime del terrorismo nell’Italia Repubblicana, oltre 300. Personaggi illustri come Moro, ma anche semplici sconosciuti. Una commemorazione che è stata fermamente voluta dal presidente Napolitano e che si rinnova ogni anno. A Firenze ricordiamo il sacrificio dell’agente Fausto Dionisi e del sindaco Lando Conti. Rivolgo alla loro memoria un pensiero commosso e stringo in un abbraccio affettuoso la vedova di Dionisi, Mariella Magi con la figlia, la signora Ghisa e Lorenzo Conti, figlio di Lando. Un prefetto che da funzionario del’interno ha vissuto quegli anni tragici resta sempre vicino a chi ha sofferto la perdita dei propri cari, a chi sta dalla parte dello Stato e non dei terroristi.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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