Edgar Junior Çani, albanese, arrivò a Firenze nel '90: aveva 11 mesi

Io prefetto accolsi come profugo il futuro goleador del Bari

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Sport

Edgar Junior Çani

Edgar Junior  Cani

BARI – Sono passati oltre vent’anni. Il 13 luglio 1990 la nave Vlora fu la prima a salpare, in piena notte, da Durazzo verso l`Italia dopo la riapertura del porto da parte delle autorità albanesi. A bordo 20.000 persone;  fra queste, con i genitori, anche un bimbo di soli 11 mesi, Edgar Junior Çani. Al loro arrivo a Bari furono rinchiuse nel vecchio stadio della Vittoria – quasi una predestinazione per Edgar – e poi redistribuite su tutto il territorio nazionale. La sua famiglia approdò a Firenze, dove proprio io organizzai l’accoglienza dei profughi. Edgar, detto EJ, divenuto poi calciatore professionista, è tornato dopo 20 anni a Bari in un altro stadio, il San Nicola, e ha trascinato con i suoi gol la squadra pugliese nei playoff per la serie A.
Sembra una bella favola, ma è realtà.
Racconta adesso la madre: «Il nostro era stato il primo gesto di ribellione contro il regime comunista albanese. Non sapevamo niente, ci avevano nascosto persino il crollo del Muro di Berlino. Eravamo tramortiti, ma volevamo la libertà . La notte del 13 luglio 1990 la nostra nave è stata la prima a salpare verso l`Italia».

Come ho anticipato la prefettura di Firenze (ero allora viceprefetto) organizzò l’accoglienza nella nostra città, al Banti di Pratolino,  ma nonostante la mia esperienza calcistica non fui in grado di accorgermi di quel talento in fasce, che forse adesso avrebbe fatto comodo alla Fiorentina.  EJ, un metro e 92 per 87 chili, è un centravanti di peso che sicuramente farebbe ottima coppia con Pepito Rossi. EJ ha girato molto prima di tornare dove tutto era incominciato. La stagione migliore l`ha disputata in Polonia (14 gol). II suo primo stipendio nel Pescara a diciott’anni era di 1800 euro. Una cifra che in Albania non prende quasi nessuno.
Oggi EJ non può camminare per la città. Lo fermano tutti. Pacche, complimenti, autografi, persino lacrime. Venerdì scorso il centravanti profugo ha segnato una doppietta fondamentale, che potrebbe portare il Bari in Serie A. E adesso spera di terminare le peregrinazioni, grato all’Italia e alla città pugliese per come ha accolto lui e la sua famiglia. E chissà se nel suo futuro ci sarà un’altra tappa, questa volta sportiva e meno avventurosa, sulle rive dell’Arno.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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