Sicurezza: tetto agli stipendi. Alfano: la soluzione è vicina (ma i sindacati della polizia vanno da Berlusconi)

ROMA – Si avvia (forse) a soluzione il problema degli adeguamenti economici alle forze di polizia. La convocazione di un incontro coi sindacati della sicurezza da parte di Silvio Berlusconi ha provocato un’accelerazione delle rassicurazioni da parte del Governo, e in particolare del Ministro dell’Interno, Angiolino Alfano, che teme di essere scavalcato dal suo ex Presidente. Il ministro è tornato sulla questione dicendosi certo di un`imminente soluzione, che in cifre ammonta a un miliardo e 300milioni di euro. Attualmente ne è stata racimolata la metà.
ALFANO – «Attorno alla soluzione politica—ha dichiarato Alfano —sarà trovata quella tecnica».
Adesso manca una convocazione per comunicare ufficialmente ai sindacati di polizia e delle forze armate che i soldi sono stati trovati e il tetto agli stipendi non sarà prorogato anche nel 2015. Dopo la minaccia di sciopero e la polemica a distanza con Renzi da parte dei sindacati, Alfano si è impegnato a fondo per ricucire lo strappo: «Noi siamo dalla parte degli uomini e delle donne in divisa che ci proteggono tutti i giorni, che difendono il nostro Paese e le nostre comunità», ha detto il ministro. Poi ha aggiunto: «Anche se hanno sbagliato nei toni, quegli uomini e quelle donne non vanno sacrificati ulteriormente».
RENZI – Il premier in serata ha confermato «l`intesa» con Alfano, anche se resta rigido in attesa delle scuse che aveva chiesto nei giorni scorsi per i «forti toni» usati dalle polizie che avevano minacciato di proclamare sciopero. Questa la linea di Matteo Renzi: loro tornino indietro sullo sciopero, e noi riflettiamo.
SINDACATI – Soddisfatti, ma con riserve, i rappresentanti della sicurezza. I sindacati di un cartello di quasi tutte le sigle sindacali e dei Cocer (ad eccezione del Sap e della Consulta Sicurezza), «prendono atto della volontà del governo di trovare una soluzione al blocco del tetto salariale». Ma confermano «la mobilitazione annunciata». «Speriamo che quella di Alfano non sia una forzatura – afferma Gianni Tonelli, del Sap – In attesa della convocazione del premier Renzi e con l`incontro con Berlusconi già fissato, non vorremmo che Alfano avesse fatto quelle dichiarazioni per uscire dal cono d`ombra».
SCUSE – La richiesta di scuse di Palazzo Chigi, se confermata, accenderebbe sicuramente i toni. «Non credo che la questione debba essere messa su questo piano», ha affermato Lorena La Spina, segretario dei Funzionari di polizia. «Tra il personale – commenta Filippo Girella, Ugl – c`è grandissima attesa: mi auguro che il governo abbia ben chiaro quanto sia importante un positivo esito della vicenda».
Come si vede la questione è tutt’altro che risolta. Certo che l’incontro di mercoledì fra Berlusconi e i sindacati della sicurezza obbliga il governo ad agire in fretta. Ma, conoscendo Renzi e avendo l’esperienza dei suoi rapporti, da Sindaco di Firenze, con i sindacati dell’Ataf e del Teatro Comunale, credo che il premier sarà irremovibile, e non tratterà senza il preventivo ritiro dello sciopero. E in tal modo la questione tornerà a complicarsi. Ricordate la vignetta di Renzi sulla barchetta col gelato? Questa vicenda potrebbe confermare quella presentazione del nostro premier.
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