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Un controllo della Polizia stradale

Sicurezza: salta lo sciopero del 23 settembre. Verso l’accordo governo-sindacati di polizia e Cocer (sì del Siulp, ma Sap e Sappe resistono)

Un controllo della Polizia stradale
Un controllo della Polizia

ROMA – Dopo una lunga riunione a palazzo Chigi con il sottosegretario Luca Lotti e i Ministri Pinotti, Alfano e Padoan, è stato deciso che dal 1 gennaio non ci sia più il tetto stipendiale per il comparto di sicurezza e forze armate. All’incontro hanno partecipato i sindacati di polizia (Siulp in testa) e i Cocer (carabinieri, esercito, finanza) ma non il Sap e il Sappe. Significa che dopo quattro anni di blocco, alle promozioni seguiranno i conseguenti scatti economici. E non ci sarà, a questo punto, lo sciopero annunciato per il 23 settembre

Occorreva circa 1 miliardo di euro per rispondere all`agitazione del personale in divisa: 440 milioni verranno da risparmi nei bilanci delle singole amministrazioni, 500 milioni li concede il ministero dell`Economia. In serata le divise hanno incontrato Berlusconi, che aveva loro offerto il suo interessamento, e hanno ricevuto assicurazioni anche da lui.

I sindacati, ma non tutti, sembrano soddisfatti, tanto che abbandonano l’idea dello sciopero, che peraltro era stato già tramutato in autoconsegna, visto che le Forze dell’ordine non possono scioperare.

Restano fuori dal clima di concordia gli autonomi del Sap (polizia) e Sappe (penitenziaria), che hanno partecipato solo all`incontro del pomeriggio con Berlusconi e hanno aperto un nuovo fronte. «Anziché fare la grande riforma che tutti auspichiamo – dice Gianni Tonelli, segretario del Sap – ossia accorpamenti tra le forze di polizia, che convincerebbero pure il premier, qui si vuoi procedere con il classico piano di tagli ai commissariati». Sarebbe ripartito infatti il progetto di chiudere 267 sedi minori di polizia postale, polizia ferroviaria e polizia stradale. Il Viminale contava di riorganizzare la presenza sul territorio entro l`estate. Poi i tempi sono slittati, complici anche le proteste dei sindacati e delle realtà locali interessate.

Il piano dei tagli però era sempre lì, reso forse ineludibile con queste carenze di organico. Secondo il Sap è tornato d`attualità ora che il ministero dell`Interno deve effettuare i tagli imposti da Renzi (il famoso 3% della Spending Review) e per più deve trovare le risorse per coprire le maggiori spese in stipendi. Non sarebbero solo le famose 267 sedi già indicate a rischiare la chiusura. Il piano prevederebbe fusioni e accorpamenti anche di molti commissariati. Circola un elenco di 100 uffici che sarebbero a rischio: 9 commissariati a Torino, 37 a Roma, 16 a Milano, 7 a Genova, 3 a Bologna, 3 a Firenze, 3 a Bari, 8 a Palermo e 5 a Catania.

Si avvia verso la soluzione questa lunga vicenda, ma non si sa ancora se, raggiunto praticamente l’accordo, vi sarà anche l’incontro che Renzi aveva promesso ai sindacati.

accordo, Sicurezza, stipendi


Paolo Padoin

Già Prefetto di FirenzeMail

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