L'inchiesta sul Polo museale fiorentino

Firenze, l’accusa della Corte dei Conti a Cristina Acidini: 270 mila euro di danno erariale

di Sandro Addario - - Cronaca, Primo piano

Palazzo Pitti e Giardino di Boboli

Palazzo Pitti e Giardino di Boboli

FIRENZE – È stata fissata al 25 marzo 2015 l’udienza presso la Corte dei Conti di Firenze dove è stata citata a giudizio Cristina Acidini, soprintendente del Polo Museale Fiorentino, per un presunto danno erariale di circa 270 mila euro.

L’accusa, secondo la procura regionale della magistratura contabile, riguarda la concessione a titolo gratuito di un’area del Giardino di Boboli per lo svolgimento di manifestazioni musicali. Beneficiaria, negli anni 2010-2011, è stata l’Associazione Culturale Multipromo con sede a Firenze, conosciuta nel mondo dello spettacolo per aver organizzato molti eventi in numerosi comuni toscani.

Cristina Acidini Soprintendente del Polo Museale di Firenze

Cristina Acidini Soprintendente del Polo Museale di Firenze

L’indagine della procura – affidata alla Guardia di Finanza – sarebbe partita da un esposto di un’altra associazione concorrente, che aveva richiesto senza ottenerlo l’utilizzo del Giardino di Boboli.

Dall’inchiesta è stato inoltre accertato che la Multipromo avrebbe «subaffittato» l’area ottenuta gratuitamente dal Polo Museale, contrariamente alla norma che vieta il subaffitto di un suolo pubblico. Nel corso dei due anni della concessione, a causa del transito di camion all’interno di Boboli per il trasporto dei materiali per i concerti, si sono verificati anche alcuni danni a un cancello e a strutture del parco. Parte di questi sarebbero rimasti a carico del Polo Museale per circa 20 mila euro.

In totale dunque – stando all’accusa – un danno per l’erario per un totale di oltre 270.000 mila euro del quale la soprintendente Acidini dovrà rispondere e che potrebbe essere chiamata a risarcire, in tutto o in parte.

L’inchiesta della Corte dei Conti fiorentina si aggiunge – ma sono due vicende del tutto diverse – a quella penale della procura della Repubblica per abuso d’ufficio. In quest’ultima sono indagati oltre alla stessa Acidini, anche il suo predecessore Antonio Paolucci, un funzionario della Soprintendenza e un assicuratore. L’accusa in questo caso è di aver scelto una compagnia di assicurazione per il trasporto di opere d’arte all’estero, senza procedere ad una gara d’appalto.

La soprintendente Acidini, come già riportato dalla cronaca, ha dato le dimissioni dal suo incarico, precisando però che la decisione non è conseguente alle inchieste a suo carico, ma anzi di averle inviate al ministero almeno 15 giorni prima che le fossero notificati gli atti della procura e della Corte dei Conti.

 

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Sandro Addario

Giornalista
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