Nobel per la Pace 2014: vince Malala, pakistana di 17 anni. I talebani le spararono per ucciderla

STOCCOLMA – «Malgrado la sua giovane età, Malala Yousafzay ha già combattuto per diversi anni per il diritto delle bambine all’educazione (….) nelle circostanze più pericolose. Attraverso la sua eroica lotta è diventata la portavoce del diritto di tutte le bambine all’educazione. I bambini devono andare a a scuola e non essere sfruttati economicamente».
Con queste parole, stamani 10 ottobre, poco dopo le 11, per bocca del presidente Thorbjoern Jagland, gli accademici svedesi hanno assegnato il Premio Nobel per la Pace 2014 a Malala, 17 anni, simbolo della lotta a favore dell’istruzione femminile. È la più giovane vincitrice del Nobel per la Pace di sempre. Esattamente 2 anni fa, il 9 ottobre 2012, Malala, che è pakistana di religione musulmana, fu gravemente ferita dai talebani: le spararono alla fronte, nel tentativo di ucciderla.
La sua notorietà divenne globale e Malala, un anno dopo fu invitata alle Nazioni Unite, dove tenne un discorso memorabile: «Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito – disse Malala -. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. Ma nulla è cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Sono qui a parlare per il diritto all’istruzione per tutti i bambini. Voglio un’istruzione per i figli e le figlie dei talebani e di tutti i terroristi e gli estremisti. Non odio nemmeno il talebano che mi ha sparato.»
Nei Paesi poveri del mondo, ha sottolineato stamani nella sua prolusione il presidente del Comitato per il Nobel, Thorbjoern Jagland, il 60% della popolazione ha meno di 25 anni, e nelle zone devastate dalla guerra, gli abusi sui bambini «conducono alla continuazione della violenza di generazione in generazione». Sempre secondo il presidente Jagland, nel mondo ci sono 168 milioni di bambini sfruttati come lavoratori. Nell’anno 2000 erano 78 milioni in più.
Assieme a Malala, il Nobel per la Pace è stato assegnato anche all’indiano di religione indù Kailash Satyarthi, 60 anni, poiché «conservando la tradizione di Gandhi ha guidato varie forme di protesta, tutte pacifiche, per denunciare lo sfruttamento dei bambini a fini di guadagno». Kailash Satyarthi ha salvato 80 mila bambini dalla riduzione in schiavitù.
