Tasse comunali: a Bologna, Roma e Bari le più esose. A Firenze stangata sulla Tasi (da pagare entro il 16 ottobre)

casaROMA – Sono Bologna, Roma, Bari e Genova le grandi città italiane che applicano le tasse locali più elevate. Firenze sembrerebbe meno esosa verso i suoi cittadini, anche perché risulta fra quelle che hanno subito meno tagli per i trasferimenti dallo Stato. Ma anche l’amministrazione comunale fiorentina una tassa la fa pesare molto: la Tasi, he proprio in questi giorni si paga (scadenza il 16 ottobre per quei comuni, come Firenze, che non l’avevano determinata prima dell’estate).

E’ l’Ufficio studi della Cgia (artigiani)  di Mestre a giungere a questo risultato calcolando il prelievo che una famiglia tipo di tre persone dovrà subire quest’anno per onorare il pagamento della Tari (la nuova tassa sui rifiuti), della Tasi (il tributo sui servizi indivisibili) e dell’addizionale comunale Irpef.

TASSE – Nel caso di un’abitazione di tipo civile A2, afferma la Cgia, è il Comune di Bologna a praticare il livello di tassazione medio più elevato tra le grandi città d’Italia: per l’anno in corso, il peso economico è pari a 1.610 euro. Seguono Genova, con 1.488 euro, Bari,con 1.414 euro e Milano, con 1.379 euro. Se, invece, l’analisi viene realizzata su un’abitazione di tipo economico A3 (che è di minor pregio rispetto all’immobile preso in esame nel caso precedente), a balzare al primo posto di questa speciale graduatoria è Roma, con 1.100 euro. Seguono Bari, con 1.079 euro, Napoli, con 1.000 euro e Genova, con 961 euro.

TAGLI – «Il forte aumento dalla tassazione comunale registrato in questi ultimi anni – commenta il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – è da addebitare, in particolar modo, ai pesantissimi tagli ai trasferimenti che lo Stato centrale ha praticato nei confronti degli enti locali». Tra il 2010 e il 2014, i sindaci di Bologna, Roma e a Bari hanno subito una sforbiciata delle risorse del 48 per cento: Milano del 63 per cento e Venezia addirittura del 66 per cento. «Con questi tagli i Comuni sono stati obbligati a ridurre i servizi e ad aumentare le tasse locali, penalizzando soprattutto le famiglie meno abbienti», osserva Bortolussi.

I ricercatori dell’Ufficio studi della Cgia hanno visionato tutte le delibere approvate dai principali Comuni capoluogo di Regione in materia di Tari, Tasi e addizionale comunale Irpef.

IRPEF – Per quanto riguarda quest’ultima imposta, in quasi tutte le città l’addizionale comunale ha raggiunto l’aliquota massima dello 0,8 per cento (Roma applica addirittura lo 0,9 per cento). Solo quattro Amministrazioni hanno applicato un’aliquota inferiore: Bologna (0,7 per cento), L’Aquila (0,6 per cento), Aosta (0,3 per cento) e Firenze (0,2 per cento).

TASI – In riferimento alla Tasi, solo il Comune di Aosta ha applicato l’aliquota base dell’1 per mille. In tutte le altre realtà analizzate è stata deliberata un’aliquota nettamente superiore. In 9 casi, compreso Firenze, tocca addirittura il valore massimo consentito per le abitazioni principali: 3,3 per mille.

TARI – La Tari, invece, colpisce soprattutto al Sud. Nonostante il servizio di raccolta dei rifiuti erogato nelle grandi città del Mezzogiorno non sia sempre ‘impeccabile’, per un’abitazione di tipo civile A2, una famiglia di 3 persone residente a Cagliari paga quest’anno 653 euro. A Napoli 522 euro e a Palermo 497 euro.

Tari, tasi, tasse locali

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