Gli inglesi si divertono alle nostre spalle

La bufala del Guardian: «Fra due anni l’Italia uscirà dall’euro». Ma a chi converrebbe una nostra maxisvalutazione?

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

banconote euroROMA – Gli Inglesi – che hanno mantenuto la loro sterlina e non hanno aderito alla zona euro e che da sempre sono molto scettici nei confronti dell’Europa Unita – sono forse in situazione economica migliore degli altri paesi europei, esclusa la Germania, e si dilettano a fare le pulci alle economie degli altri Paesi in difficoltà, in particolare all’Italia. Del resto il nostro paese è sempre stato nel mirino dei figli di Albione. Ricordiamo tutti i velenosi editoriali dell’Economist contro l’allora premier Berlusconi e la sua politica.

THE GUARDIAN – Adesso un altro quotidiano inglese, The Guardian, quasi avesse letto nella sfera di cristallo, esaminando la nostra situazione politico-economica e valutando scarsi i risultati del Governo Renzi, preannuncia che l’Italia entro due anni uscirà dall’euro per salvare la propria economia. Naturalmente dovremmo sopportare una maxisvalutazione, con tutte le ricadute prevedibili e imprevedibili. Che porterebbero vantaggi a chi?  Ma leggiamo l’analisi : «L’Italia si prepara ad imboccare l’uscita. Anche se l’ipotesi può sembrare fantasiosa per uno dei membri fondatori, c’è una crescente sensazione che fra non più di 2 anni da oggi, Roma sarà nuovamente amministrata dalla propria moneta. I dati della scorsa settimana hanno fotografato un Paese in profonda crisi. Con un PIL inferiore del 10% rispetto a prima della crisi finanziaria, l’Italia è bloccata da una profonda depressione. Tutti gli sforzi per rilanciare l’economia hanno fallito, tale è la natura sclerotica delle norme fiscali, del mercato del lavoro e delle sue regole. Tutto questo ha impedito il progresso verso un’economia più efficace, libera da sussidi e benefici tradizionali».

IL CAMBIO DI ROTTA – The Guardian osserva che in Italia c’è stato un cambio di rotta anche dell’opinione pubblica: «C’è stato un tempo in cui la classe media italiana non voleva sentir parlare di un’uscita dell’euro – si legge sempre nell’analisi del Guardian -. Grazie all’Euro hanno mantenuto i loro risparmi e tutte le altre attività, in particolare le loro proprietà, hanno goduto di un valore sicuro con la moneta unica. L’uscita dell’Euro avrebbe portato ad un’enorme calo della ricchezza. Questa paura sembra essere evaporata oggi. Più in generale, le mancate promesse di crescita hanno fatto mancare sostegno di Bruxelles e della Banca centrale europea all’Italia».

SVALUTAZIONE NECESSARIA – E tenuto conto di questa situazione il quotidiano britannico ritiene che gli italiani considerino necessaria una svalutazione, che può ovviamente avvenire soltanto ritornando alla vecchia lira: «Gli italiani hanno aspettato tre anni che il capo della Bce Mario Draghi iniziasse a stampare moneta coma la Banca d’Inghilterra e la Federal Reserve – prosegue l’analisi del quotidiano britannico -. Draghi parla all’infinito di immettere liquidità nelle economie in difficoltà della zona euro, per poi tirarsi indietro. La settimana scorsa è successo di nuovo. Ma anche quando una spinta di Draghi viene messa in pratica, è improbabile che sia efficace. Gli italiani stessi lo sanno. Hanno bisogno di una svalutazione della moneta. E’ l’unica via di salvezza. I giapponesi lo hanno fatto. Questo può essere un buon modello di riferimento, a differenza di quanto stanno facendo gli altri Paesi più importanti creando un enorme debito nel settore pubblico. Non si possono commettere errori, un ritorno alla lira sarà doloroso. Eppure sembra che gli elettori siano disposti a contemplare questa possibilità per fermare la deriva dell’economia italiana.»

Si tratta di un’analisi che conferma quanto i quotidiani inglesi si facciano suggestionare solo da quel che leggono in giro, senza andare a fondo, senza studiare la situazione. Le nostre autorità politiche e monetarie (Renzi e compagnia cantante …) hanno più volte escluso una simile eventualità, sia pure coscienti delle difficoltà che incontra il nostro Paese a agganciare la ripresa e la crescita. Senza contare il fatto che un’uscita dall’euro ci provocherebbe senza dubbio nell’immediato  più svantaggi che vantaggi.

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