A partire da dicembre

Firenze, nuova sfida per i ragazzi di Sipario: al cinema Alfieri gestiranno il bistrot

di Domenico Coviello - - Cronaca, Cultura, Economia

I ragazzi di Sipario al cinema Alfieri (dalla pagina Facebook ufficiale)

I ragazzi di Sipario al cinema Alfieri (dalla pagina Facebook ufficiale)

FIRENZE – Sette anni, il tempo di un cambiamento di sede. E, soprattutto, di un bilancio morale in attivo. Sono le somme col segno «più» che a Firenze possono tirare i «Ragazzi di Sipario» e i loro genitori. Dal prossimo dicembre, infatti, la cooperativa sociale composta da giovani colpiti da handicap intellettivo o sensoriale, che gestisce il ristorante del circolo Mcl agli Artigianelli di via de’ Serragli, si trasferirà allo Spazio Alfieri, l’ex storico cinema ristrutturato e riaperto come luogo multifunzionale fra proiezioni, musica e spettacoli di via dell’Ulivo (dietro piazza dei Ciompi).

Le attività dell’Alfieri si arricchiscono così di nuovi protagonisti: i ragazzi di Sipario, camerieri e cuochi, gestiranno il bistrot del locale. Con un ricco programma di iniziative: all’ora di pranzo offriranno il pasto e la proiezione di un film; alle 17 tè, torte fatte in casa e pasticcini; dalle 18.30 alle 21.30 sarà la volta dell’ «apericinema». Il giovedì, in particolare, è prevista la cena sulla balconata dietro le poltroncine del cinema, che consente anche la visione dei film, da una posizione privilegiata. Per il futuro i genitori dei ragazzi stanno progettando con i loro figli una scuola di teatro per disabili e una rassegna cinematografica sulla disabilità.

«I ragazzi di Sipario hanno fatto del bene a tutti», spiegano i genitori alla presentazione della «seconda vita» dei loro figli che comincerà da dicembre all’Alfieri. «Ogni giorno per sette anni hanno fatto risparmiare il Comune, che invece di spendere 50 euro di diaria quotidiana per inserire i ragazzi disabili nelle strutture diurne ne ha spesi solo 10 per i 15 ragazzi che si sono alternati come inserimento socio-terapeutico al ristorante, mentre per altri 9 giovani non è stato speso niente, poiché sono soci della cooperativa»; ma il «bene più grande è stato fatto ai ragazzi e alle loro famiglie – sottolineano – non dal punto di vista economico ma di soddisfazione morale, perché i propri figli che non erano stati considerati capaci di lavorare hanno invece dimostrato di esserlo…».

Del resto, concludono, «siamo genitori di ragazzi disabili che personificano il pensiero di Albert Einstein sulla crisi, che non è solo quella economica, poiché quando ti nasce un figlio disabile tutto il tuo mondo entra in crisi…». Nel saggio su «La crisi» del 1930, Einstein sosteneva che per superare la grande depressione economica, personale, morale e sociale di quegli anni si dovesse «finirla una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla». La lotta dei ragazzi di Sipario continua. Pronta a superare una sfida più grande, diquaddarno.

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Domenico Coviello

Giornalista
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