Lavoro, Jobs Act approvato in Senato col voto di fiducia. Proteste e scontri di piazza

Scontri in piazza a Roma per l'approvazione del Jobs Act
Scontri in piazza a Roma per l'approvazione del Jobs Act
Scontri in piazza a Roma per l’approvazione del Jobs Act

ROMA – «L’Italia cambia davvero, questa è la volta buona», ha esultato via Twitter il premier Matteo Renzi subito dopo il via libera al Senato. Con 166 sì, 112 no e un astenuto, l’Aula ha votato la fiducia al governo, approvando definitivamente in terza lettura il Jobs Act, la delega per la riforma del mercato del lavoro nella stessa versione licenziata dalla Camera. E sempre Renzi chiosa: «Abbiamo tolto l’articolo 18, è successa una cosa enorme, cambia l’Italia. Ed è un risultato ottimo in Senato, con 166 a 112 aumenta ancora il divario tra maggioranza e opposizione, siamo a più 54»,

POLETTI – Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, aveva chiesto la fiducia al termine della sua replica sul provvedimento nell’aula del Senato. La minoranza Pd ha votato sì ma solo per «senso di responsabilità». Si tratta insomma di un sì con riserva. Quanto alle modifiche all’art. 18 viene esclusa la possibilità di reintegro per i licenziamenti economici mentre è prevista per i licenziamenti discriminatori e per alcune fattispecie di licenziamenti disciplinari. Stretta sui controlli a distanza e indennizzi più alti per i lavoratori che rinunciano alla causa nei confronti dell’azienda. E ancora ammortizzatori sociali per tutti ed estensione del diritto di maternità. Un’altra riforma a costo zero è la riduzione della giungla dei contratti di lavoro: oggi ne esistono almeno 40. L’idea è di arrivare al contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti. Nel Jobs Act è previsto un nuovo codice del lavoro e l’Agenzia unica federale che servirà a sviluppare la «Garanzia per i Giovani» chiesta dalla Ue che ha invitato tutti gli Stati membri ad assicurare ai ragazzi con meno di 25 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro. Il regime varrà per i nuovi assunti.

PROTESTE – Nella giornata precari e studenti erano scesi in piazza contro il Jobs Act. A Roma è riesplosa la tensione con le forze di polizia costrette a caricare i manifestanti. In risposta è scattato il lancio uova e oggetti contro gli agenti. La manifestazione ha avuto inizio stamattina con l’idea di convergere a piazza Sant’Andrea della Valle al grido di «Circondiamo il Senato, portiamo la voce e la rabbia del paese reale che non abbassa la testa di fronte alla dittatura finanziaria. Il nostro tempo è adesso!». Durante gli scontri, avvenuti nella zona attorno a Palazzo Madama, sarebbero rimasti feriti tre manifestanti durante la carica di alleggerimento. Lo riferiscono gli organizzatori del corteo indetto dal Laboratorio nazionale dello sciopero sociale. Si tratterebbe di due studenti di Napoli e di un precario. I giovani della Cgil promuovono a Roma un nuovo flash mob contro il Jobs Act. L’appuntamento è per domani (giovedì 4 dicembre) in piazza della Cinque Lune alle 13.30. Ancora una volta l’ombrello bucato sarà l’elemento protagonista di questo flash mob, che segna un nuovo passaggio della campagna «Xtutti» promossa dai giovani del sindacato guidato da Susanna Camusso.

RENZI – Il presidente del Consiglio comunque incassa la prima delle riforme a cui teneva particolarmente, quella del lavoro, anche se si tratta per ora dell’approvazione dei contorni delle regole, mentre mancano i decreti attuativi, che dovrebbero costituire l’asse portante per la concretizzazione del provvedimento. E nel frattempo, non è difficile immaginarlo, continueranno le proteste del variegato mondo del precariato, dei lavoratori Cgil e di altre categorie che non apprezzano l’operato di questo governo.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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