Si cerca di porre un rimedio ai guasti della riforma Fornero

Pensioni, novità da gennaio 2015: anzianità a 41 anni, prestito per uscire in anticipo, busta arancione

di Paolo Padoin - - Economia, Politica, Primo piano, Top News

Lavoratori anziani Pensionati

Il nuovo sistema per andare in pensione dovrebbe sanare anche la piaga degli esodati

ROMA – Dopo la battaglia per il Jobs Act, approvato a maggioranza e ponendo la questione di fiducia, il Governo sembra che si appresti ad aprire un altro fronte ponendo nuovamente mano alla recente riforma delle pensioni. Dopo le modifiche attuate dalla riforma del governo Monti-Fornero del 2012, i tecnici del ministero del Lavoro, dell’Inps, del Tesoro stanno lavorando a un nuovo piano per attutire le rigidità di quella riforma, che sembra non determinare i risparmi previsti. L’ipotesi è quella di rimediare all’errore tecnico insito nella riforma: la doppia indicizzazione, che lega il progressivo crescere della speranza di vita sia ai requisiti di età per la vecchiaia (fino a 66-67 anni e oltre) sia all’anzianità per la pensione anticipata (arrivata a oltre 42 anni di contribuzione per gli uomini).  Le due indicizzazioni hanno prodotto l’effetto costringere milioni di lavoratori a rimanere in azienda fino a sei-sette anni in più o a uscirne con una forte penalizzazione (fino al 5% per chi va in pensione a 59-60 anni pur avendo maturato i contributi).

ANZIANITÀ – L’idea è quella di una parziale marcia indietro stabilizzando l’anzianità contributiva a 41 anni, svincolandola dai limiti di età. Tra l’altro la misura avrebbe anche l’effetto di sanare la questione esodati, senza costringerli a restare senza lavoro e senza pensione per troppo tempo: secondo le ultime stime agli ufficiali 185mila salvaguardati dovranno essere aggiunti altri 130mila esodati, attualmente senza tutele, per un totale di 315mila. 

PRESTITO – Per realizzare questo traguardo dovrebbe essere attivato un nuovo strumento giuridico-finanziario: il prestito pensionistico. Si tratta di un’idea nata sotto il governo Letta e mai attuata: dare a chi esce in anticipo un assegno di 700 euro al mese, da restituire a rate al momento del raggiungimento dei requisiti di pensione, misura che potrebbe servire anche per esodati e precoci.

BUSTA ARANCIONE – Collegata a quest’iniziativa ci dovrebbe essere anche l’altra novità, che Firenzepost ha già preannunciato da qualche giorno: quella della cosiddetta busta arancione. Consiste nel ricevere via posta o di consultare online l’estratto conto dei propri contributi (il tesoretto personale maturato nel tempo), insieme alla simulazione dell’ammontare della futura pensioe. Si tratta di uno strumento indispensabile con l’avvento del sistema contributivo, per ripristinare e dare a tutti responsabilmente la possibilità di scegliere il momento di andare in pensione, secondo parametri soggettivi, anziché subire lunghe e indesiderate permanenze al lavoro o forti penalizzazioni. Le ultime stime ci dicono infatti che il cambio di modello di calcolo arriva a decurtare l’assegno di pensione del 25-30% rispetto al reddito percepito.

PREVIDENZA – Altro tema sul tappeto è la previdenza integrativa. Quest’anno la contraddizione tra sviluppo della previdenza integrativa e incremento della tassazione su Casse private, Fondi complementari e Tfr in busta paga dovrebbe essere in parte sanata: le Casse pagherebbero il 20%, i Fondi dall’11 dovrebbero passare al 15% e non al 20%, mentre resterebbe la tassazione ordinaria e sfavorevole del Tfr in busta paga. Dopo l’approvazione della legge di Stabilità, a gennaio queste misure verranno introdotte nell’ormai canonico Milleproroghe. 

DONNE – Per le donne, come è già stato annunciato dall’Inps, verrà prorogata la possibilità di andare in pensione prima del tempo con un binario preferenziale, avendo almeno 57 anni di età e 35 anni di contributi, anche se con una penalizzazione stimata del 20% per il metodo di calcolo totalmente contributivo.

Si tratta di interventi tesi a sanare i guasti della riforma Fornero, che risale a soli tre anni fa, e che ha prodotto il grave problema degli esodati. Ma siamo stanchi di governi incompetenti che ogni volta intendono risolvere problemi, ma invece ne creano altri, magari più gravi. Speriamo che questa sia la volta buona.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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