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Legge di stabilità: il Senato approva a maggioranza, e fra le proteste, un testo pieno di errori

Aula senato
Aula senato

ROMA – Al termine di una lunga seduta notturna è stato approvato il maxi emendamento alla legge di stabilità. Il Senato ha dato il via libera con 162 sì e 37 no, tra le proteste delle opposizioni. Che oltre a non essere assolutamente d’accordo su molti punti della legge, sottolineano con forza che il testo presentato dal  governo conterrebbe una serie di macroscopici errori. Tanto che il M5S, dopo aver chiesto il rinvio in commissione, non ha partecipato al voto, mentre Forza Italia ha votato contro.

In corso d’opera il testo è stato “arricchito” di norme che nulla avevano a che vedere col bilancio, come la proroga delle armi da scena (per salvare le riprese romane del nuovo film di James Bond e altre produzioni di cinema e tv). Si è anche intervenuti per correggere una serie di norme, come il taglio dell’Irap (che penalizzava le imprese senza dipendenti) o le nuove tasse su fondi pensione e casse private (a cui alla fine è stato concesso un parziale credito di imposta). Infine, anziché varare la nuova «local tax» che serviva a fare un po’ d’ordine sulle imposte locali, il Governo ha deciso che nel corso del 2015 le tasse sulla casa non aumenteranno e ha congelato a 113,5 euro il canone Rai, quel balzello che doveva finire in bolletta ed essere dimezzato.

Anche lo stesso viceministro all’Economia, Enrico Morando, ha ammesso gli errori e se ne è scusato: «Il governo accetta e si scusa per gli errori commessi anche nella relazione tecnica ma abbiamo cercato di rendere più leggibile il testo». Quel testo del maxi emendamento che, almeno in parte, è stato rivisto durante i lavori dell’Assemblea come ha spiegato il presidente del Senato Pietro Grasso: «si tratta – è la tesi – di drafting e la presidenza si assume dunque la responsabilità di fare correzioni».

Le polemiche hanno soltanto fatto slittare di qualche ora il via libera finale al testo (che è arrivato all’alba). Poi ci sarà il  terzo e ultimo passaggio alla Camera.

Governo, legge di stabilità, Senato


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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