Traghetto Norman Atlantic in fiamme dalla Grecia: sale il numero dei morti. Decine i dispersi. Polemiche sui soccorsi

Traghetto in fiamme, un naufrago soccorso dai sanitari dopo lo sbarco a Bari
Traghetto in fiamme, un naufrago soccorso dai sanitari dopo lo sbarco a Bari

ROMA – Sono 427 le persone salvate, 10 i morti: è l’ultimo bilancio circa la tragedia del traghetto Norman Atlantic, devastato da un enorme rogo nell’Adriatico dall’alba di ieri 28 dicembre. Le cifre sono state diffuse via Twitter dalla Guardia Costiera attorno alle 20.30 di stasera 29 dicembre.

«Sono 427 le persone salvate, compresi due cani», aveva detto nel pomeriggio il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Tra i sopravvissuti ci sono 56 membri dell’equipaggio, tra i quali 22 italiani: lo ha detto il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Altri 22 italiani erano fra i passeggeri. Dunque sono in tutto 44 gli italiani salvati. Tra i passeggeri si contano 234 greci, 54 turchi, 22 italiani, 22 albanesi, 18 tedeschi, 10 svizzeri e poi di altre nazionalità. «Non ci pronunciamo sulla questione dei dispersi – ha precisato Lupi -: fare previsioni su quanti siano ci sembra assolutamente prematuro».

I dispersi sarebbero però almeno 38, secondo l’edizione online del settimanale greco To Vima, considerato tra i più autorevoli. Tuttavia il ministro Lupi ha spiegato che sulla lista d’imbarco i passeggeri erano 478, ma alcuni dei nomi delle persone salvate non figuravano su quella lista. Dunque il «porto d’imbarco dovrà ora verificare la corrispondenza delle liste» anche perché, durante il tragitto, il traghetto aveva effettuato uno scalo nel corso del quale alcuni passeggeri potrebbero essere scesi.

Anche il comandante Argilio Giacomazzi ha infine lasciato il traghetto. «Sto bene, state tranquilli, è finito tutto: tra poco torno a casa». In precedenza il presidente del Consiglio Renzi  durante la conferenza di fine anno, aveva detto  che «come tutti i comandanti seri è l’ultimo ad abbandonare la nave». 

In ogni caso le 37 ore della tragedia nel cuore del Mare Adriatico rimarranno indelebili. Soprattutto nella memoria, nella mente e nel cuore dei sopravvissuti. Ore di panico allo stato puro, in balia di fiamme, fumo e freddo. «I soccorsi erano disorganizzati», dice una passeggera. «Tutti si pestavano l’un l’altro per salire sull’elicottero», continua Christos Perlis, camionista greco 32enne.

«È stato allucinante perché i militari portavano via prima bambini, donne e anziani al livello dove potevano salire sull’elicottero – ha raccontato il soprano Dimitra Theodossiou, sopravvissuta al rogo della nave -, ma c’erano uomini, che li picchiavano, tiravano loro i capelli e li buttavano fuori per prendere il loro posto».

 

Il traghetto Norman Atlantic avvolto da fumo e fiamme
Il traghetto Norman Atlantic avvolto da fumo e fiamme

Anche il Codacons va all’attacco. Ma della nave Norman Atlantic: la procura di Bari, sostiene l’associazione dei consumatori, deve indagare le autorità portuali italiane e il Rina, il Registro navale italiano, per concorso nel naufragio del traghetto. «È necessario accertare come mai l’imbarcazione, nonostante i numerosi problemi emersi durante i controlli, abbia continuato a navigare – spiega l’associazione -. In base a quanto pubblicato in queste ore, infatti, dalle ispezioni eseguite sulla nave sarebbero emerse gravi criticità, come il malfunzionamento delle porte tagliafuoco, carenza dei dispositivi life salving, carenza delle porte stagne, ecc. Solo alcuni dei problemi riscontrati sarebbero stati sanati, e nonostante ciò il traghetto ha continuato a trasportare passeggeri, con evidenti rischi per la sicurezza degli utenti».

Dal canto suo la Visemar di Navigazione, armatrice del Norman Atlantic, ha fatto sapere di aver incaricato la società olandese Smit, specializzata in salvataggio navale, di condurre le operazioni per il recupero del relitto che si trova ad alcune miglia dalla costa italiana. La Visemar sottolinea che «continua a collaborare con le Autorità, come doveroso, per contribuire al pieno accertamento dei fatti».

È fallita intanto l’identificazione della salma della prima vittima recuperata ieri e trasportata a Brindisi, che si pensava fosse il marito della donna greca Teodora Douli, ricoverata a Galatina. Quello che si riteneva fosse il figlio della vittima – l’unica finora giunta in Italia – è stato accompagnato all’obitorio dell’ospedale Perrino dove non ha riconosciuto la salma. Il ragazzo, Labros Doulis, ha riferito che il padre si chiama Georgios e ha 67 anni.

È durata, appunto, oltre 37 ore l’odissea in Adriatico dei naufraghi del Norman Atlantic, della compagnia Visemar che, nella notte tra sabato e domenica, ha dovuto affrontare un incendio sviluppatosi nel garage e che si è rapidamente esteso a tutta la nave mentre viaggiava dal porto greco di Igoumenitsa verso Ancona.

La nave, con ufficialmente 478 persone a bordo (422 passeggeri e 56 membri di equipaggio) era partita nel pomeriggio di sabato dal porto di Patrasso e prevedeva di attraccare in Italia alle 17 di ieri 28 dicembre. Il primo allarme è stato lanciato alle 4,21, quando il Norman Atlantic si trovava a una trentina di miglia dalla costa del Salento.

Durante le prime ore concitate alcuni passeggeri sono riusciti a telefonare ai parenti, lanciando l’allarme e girando anche alcuni video con i cellulari, che nelle prossime ore dovrebbero essere acquisiti dalla magistratura. I primi soccorritori a raggiungere l’area dell’incidente sono stati i militari della Guardia costiera a bordo di due motovedette, poi raggiunte da navi greche e da elicotteri della stessa Guardia costiera, della Marina e dell’Aeronautica.

Le operazioni di soccorso sono state difficili fin dall’inizio a causa delle onde alte fino a 7 metri e del forte vento. L’evacuazione è avvenuta tramite gli elicotteri e le motovedette e solo verso le 15 di oggi, per ultimo, anche il comandante del traghetto Argilio Giacomazzi ha lasciato la nave.

Negli ospedali pugliesi sono stati ricoverati numerosi naufraghi, nessuno dei quali in pericolo di vita. A Brindisi e’ stato portato il cadavere della prima vittima e proprio la presenza della salma all’ospedale Perrino ha indotto il procuratore del capoluogo salentino, Marco Di Napoli, ad aprire un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo a carico di ignoti, necessario per l’autopsia. Un altro fascicolo per disastro colposo è stato aperto dalla procura di Bari, dove stamattina sono sbarcati i 49 portati in salvo dal mercantile portacontainer Spirit of Piraeus. Alcune decine di naufraghi soccorsi da altri mercantili sono stati trasportati in Grecia.

Traghetto Norman Atlantic, elicottero in soccorso dei naufraghi
Traghetto Norman Atlantic, elicottero in soccorso dei naufraghi

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Domenico Coviello

Giornalista

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