Un migliaio di accessi al sito del Ministero dei Beni culturali

Musei: boom di domande per diventare direttore. Anche degli Uffizi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura

Dario Nardella e Dario Franceschini

Dario Nardella e Dario Franceschini

ROMA – La rivoluzione nella gestione dei musei, realizzata dal Ministro Franceschini sulla base delle direttive del premier Matteo Renzi, che da Sindaco mal digeriva lo strapotere delle Soprintendenti, porta a una sostanziale privatizzazione della scelta dei dirigenti dei più importanti poli museali, che non sono scelti fra il personale dirigente dei ruoli ministeriali, ma selezionati attraverso bandi di concorso aperti a tutti i candidati, italiani e stranieri, che posseggano determinati requisiti di competenze ed esperienza.

Per la prima volta quindi i direttori degli Uffizi a Firenze, della Pinacoteca di Brera a Milano, del Museo di Capodimonte a Napoli, della Reggia di Caserta e di molti altri importanti musei italiani verranno scelti con una selezione pubblica. Il bando internazionale è stato pubblicato online sul sito dell’Economist poche ore dopo l’annuncio della procedura da parte del ministro della cultura Dario Franceschini. 

Si tratta di una novità a livello mondiale, perciò l’interesse  è stato così alto che sul sito del Mibact si è registrato subito un vero e proprio boom di accessi, oltre 3mila in tre ore, e in 715 hanno scaricato il testo del bando. La scadenza per presentare le domande è il 15 febbraio. I candidati devono avere la laurea e un’esperienza professionale nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali. Non è decisiva la nazionalità, Italiani o stranieri hanno le stesse chances.

I nuovi direttori dovrebbero insediarsi entro il primo giugno. Saranno autonomi, quindi non dipenderanno da un soprintendente, e godranno di  autonomia fiscale, amministrativa e gestionale.

Ieri 9 gennaio sono partite  procedure «d’interpello» per selezionare i responsabili dei 17 Poli Regionali previsti dalla riforma, nonché gli altri direttori e soprintendenti. I nuovi direttori rimarranno in carica per quattro anni con stipendi che vanno dai 145 mila euro lordi annui dei 7 istituti più importanti ai 78 mila, sempre lordi, degli altri 13 musei. Cifre al ribasso rispetto agli standard internazionali. Allo stipendio base il bando prevede l’aggiunta di una «retribuzione di risultato» (fino ad un massimo di 40 mila euro per i sette super top e fino a 15 mila per gli altri).

Vedremo se il prestigio delle nostre Gallerie rimedierà a questo handicap ‘finanziario’ in rapporto ai candidati stranieri o agli studiosi italiani già emigrati all’estero, che potrebbero essere invogliati a tornare sfruttando questa nuova opportunità .

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