il colpo di grazia? La vittoria di Syriza nelle elezioni in Grecia

Euro: Minack (analista di Morgan Stanley) prevede la rapida fine della moneta unica

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

Banconote euro

Banconote euro

ROMA – L’Eurozona, già in grosse difficoltà fra deflazione montante e incertezza su come intervenire da parte della Bce, rischia di ricevere il colpo di grazia dalle elezioni politiche in Grecia, dove la possibile vittoria della sinistra di Syriza rimetterebbe in discussione il debito greco e, secondo molti osservatori, l’esistenza stessa della moneta unica. Tanto che diversi economisti insistono nel dire che l’euro ha i giorni contati e parecchi istituti stanno già simulando uno smottamento definitivo dell’eurozona. Vediamo nel dettaglio le questioni aperte.

ANALISTA – L’ipotesi proviene da un esperto indipendente, Gerard Minack, analista ex Morgan Stanley. Secondo lui stiamo attraversando la più grande bolla di credibilità delle banche centrali. Lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano australiano “The Age”. Per Minack, il più grande rischio che i mercati finanziari dovranno affrontare quest’anno si chiama ancora Europa. E questa volta non riguarderà “le economie periferiche e le banche, ma sarà una crisi che colpirà il nucleo centrale di Eurolandia. “Il grosso problema è la presenza, all’interno della zona euro, di squilibri competitivi”.  Il problema, infatti, “non è che l’euro è troppo alto rispetto al dollaro, o che l’euro è troppo alto rispetto allo yen. Il problema è che il franco francese è troppo alto rispetto al marco tedesco, e Draghi non può più farci niente”.  Naturalmente l’analista si riferisce alla quotazione virtuale delle due monete. Con queste premesse, Minack ribadisce la sua idea che l’euro ha i giorni contati. Ed è l’unico sistema per far ripartire le economie della zona euro poiché “non è possibile ripristinare la vostra competitività in un regime di cambi fissi”.

GRECIA – Il 25 gennaio si terranno le elezioni generali che potrebbero sancire la vittoria del partito anti austerity Syriza. I sondaggi continuano infatti a dare in vantaggio la fazione di sinistra sui conservatori al governo. Se dovesse diventare primo ministro, il leader Alexis Tsipras proverebbe a rinegoziare con i creditori internazionali il debito enorme del paese ellenico. Gran parte del passivo verrebbe abbattuto, provocando perdite economiche in diversi paesi d’Europa. Ma soprattutto, secondo molti osservatori internazionali, portando a un abbandono di Atene della moneta unica.

BRUXELLES – L’incertezza è innegabile e ha un impatto importante sulle piazze finanziarie e politiche. L’eventuale uscita greca dall’euro creerebbe un precedente pericoloso che nessuno a Bruxelles ha interesse a creare. Non è ben chiaro, tuttavia, quali condizioni la Germania e gli altri stati virtuosi siano disposti ad accettare. Finora non hanno mai aperto all’interruzione delle misure di rigore.

WSJ – Stando al Wall Street Journal, banche e altri istituti finanziari di tutto il mondo stanno sottoponendo a degli stress test i loro sistemi interni, preparando un piano di emergenza biennale per far fronte all’evento choc di una possibile uscita della Grecia dall’area euro. Citigroup, Goldman Sachs e società di brokeraggio come ICAP PLC intanto hanno già iniziato a condurre gli esami dei propri bilanci per non farsi trovare impreparati nel caso di un evento che segnerebbe forse un punto di non ritorno per l’euro.

È innegabile che la Grecia e Tsipras, nonostante le smentite, siano propensi ad un alleggerimento delle misure di austerity, che hanno creato l’impoverimento esteso della popolazione, e vorranno ottenere dall’Europa una mitigazione rilevante del rigore che la cancelliera Merkel e molti altri esponenti dell’Europa ‘virtuosa’ non sono disposti a concedere. E allora la tentazione di mandare tutto a carte quarantotto per i Greci sarà facile.

Tag:, ,

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.