Giudizio poco lusinghero sul futuro dell'economia italiana

FMI: crescita, l’italia fanalino di coda dei paesi del G7

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

La sede del FMI

La sede del FMI

ROMA – L’Italia rivede la crescita dopo la contrazione del pil dell’1,4% nel 2013 e dello 0,4% nel 2014. Ma la crescita è lenta e l’Italia è fanalino di coda – emerge dai dati dell’Fmi – del G7 per il pil sia quest’anno sia il prossimo. Una frenata in un contesto di debolezza dell’area euro che, con la sua stagnazione, è un rischio – aggiunge Blanchard – per l’economia mondiale.

Sta di fatto che l’economia mondiale frena, e che l’Italia procede al rallentatore: la nostra crescita del  2015 è più debole delle attese. Il pil italiano crescerà quest’anno per 0,5 punti percentuali in meno rispetto a ottobre, per poi accelerare nel 2016 a +0,8% (-0,5 punti). Un rallentamento che si situa nel contesto di debolezza dell’area euro, in cui frenano anche Germania e Francia, mentre si salva la Spagna. Gli Stati Uniti sono l’unica grande economia che avanza.

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) rivede al ribasso il pil mondiale, nonostante il calo dei prezzi del petrolio, i cui effetti positivi sono annullati da fattori  quali la debolezza degli investimenti. «La revisione al ribasso riflette la rivalutazione delle prospettive di Cina, Russia, dell’area euro e del Giappone, ma anche l’attività più debole dei maggiori esportatori di petrolio in seguito al calo die prezzi del greggio».

Un altro colpo negativo per le prospettive della nostra ripresa. In sostanza anche il Fmi crede poco nelle riforme di Renzi e giudica che queste, anche se fossero attuate tempestivamente, non avrebbero poi un grande effetto  sulla nostra economia.

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