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Patto del David: la Merkel ammira la bellezza e non attacca la Bce. Ma Renzi rassicura: «Metteremo il turbo alle riforme»

Angela Merkel e Matteo Renzi si abbracciano dopo la conferenza stampa sotto il David di Michelangelo nella Galleria dell'Accademia
Angela Merkel e Matteo Renzi si abbracciano dopo la conferenza stampa sotto il David di Michelangelo, nella Galleria dell’Accademia, a Firenze

FIRENZE – Wunderbar! Meraviglioso! L’aggettivo spunta dalle labbra di Angela Merkel appena entra, insieme a Matteo Renzi, sotto la cupola della Galleria dell’Accademia: la casa del David di Michelangelo. E proprio il patto della bellezza, e l’evocazione di Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina che fu sposa in Germania prima di scrivere nell’eredità che lasciava a Firenze il patrimonio d’arte e cultura della sua famiglia, ha finito per stemperare l’amarezza della Cancelliera. Che, non a caso, a domanda precisa, ha commentato: “Rispettiamo l’autonomia della Bce e non commentiamo le decisioni prese”.

TURBO – Ecco il punto dolente di queste ore. I tedeschi, e la Merkel in prima persona, hanno dovuto ingoiare il boccone imprevisto: cioè il riversare sull’Europa, da parte del governatore della banca centrale europea, Mario Draghi, un fiume di denaro: 60 miliardi al mese. Più di un migliaio in oltre un anno e mezzo. E non a caso, le prime parole di Matteo Renzi, dopo aver inneggiato al David come simbolo d’Europa, hanno voluto essere un messaggio rassicurante: “Quello che e’ accaduto di cambiamento suimercati internazionali, impone di fare ancora più velocemente, con più determinazione, le riforme. L’Italia deve mettere il turbo alle riforme”. Traduzione: il nostro Paese non scialacquerà i soldi della Bce, ma terrà un comportamento virtuoso. Farà i compiti. E ancora: “Noi siamo assolutamente convinti che questo sia il momento nel quale bisogna accelerare. Difficile? “Michelangelo, che era strano un po’ come tutti i fiorentini, a chi gli domandava come avesse fatto a scolpire il David, rispose che gli era bastato togliere il marmo in eccesso. Così a noi, per fare le riforme, sarà sufficiente togliere la burocrazia in eccesso”.

BCE – Ed eccolo, il senso di questo vertice italo-tedesco a Firenze. Un vertice organizzato da Renzi con la Merkel per guardarsi negli occhi, rassicurarsi a vicenda. Il primo deve far ottenere all’Italia quella credibilità internazionale che da tempo le manca. Mentre la Merkel ha estremo bisogno di concederla per far capire alla Germania, che assume anche la presidenza del G7, non è stata sconfitta al tavolo della Bce dalla capacità persuasiva del governatore italiano Mario Draghi.

IMPRENDITORI TEDESCHI – “Mi tranquillizza molto quello che avviene in Italia. Qui fanno i passi previsti e si genera fiducia. Nessuna banca centrale del mondo puo sostituirsi alla politica. Questa fiducia di sapere cosa succede farà si che nascano nuovi posti di lavoro. Ora possiamo agire in maniera ancora più chiara, eliminando ostacoli alla crescita ed alla burocrazia”. E ancora: “Faremo dei progressi”, ha assicurato il cancelliere, e collaboreremo in questo spirito. Gli imprenditori tedeschi in Italia, che ho incontrato prima di venire qui, mi hanno detto che non hanno più paura di assumere dopo il Jobs Act. Perché assumere in Italia, ora, non vuole più dire non sapere quanto viene a costare”.Per essere più convincente, Renzi ha esagerato rincarando: “Ieri, scherzando, ho suggerito ad Angela di fare la ncostra stessa legge elettorale. Vabbè intantola facciamo per l’Italia e consente di avere una maggioranza e poi loro vedranno”.

GRECIA E RUSSIA – Quindi le domande sulle elezioni in Grecia, su che cosa potrebbe succedere se dovesse vincere Tsipras che andrebbe a Bruxelles a chiedere di rinegoziare il debito. Impassibili, nelle risposte sia la Merkel che Renzi. Dopo aver lasciato intendere di augurarsi una vittoria di Samaras hanno concluso che, in ogni caso, rispetteranno il volere dei greci e siederanno al tavolo ad ascoltare chi rappresenterà Atene, per “trovare le soluzioni migliori”. Quindi il dramma fra Russia e Ucraina. Merkel: “Spero si torni presto a soluzioni positive per il conflitto. L’Ue ha sempre fatto prevalere l’unità e questo sarà un anno importante”.Chiusura con l’abbraccio Renzi-Merkel sotto il David,per una foto destinata a fare il giro del mondo e nuovo appuntamento in un’altra città italiana da far salire all’attenzione globale: Verona (città dantesca come Firenze, nel 750° anniversario dalla nascita del Sommo Poeta) o Palermo. Senza dimenticare di mandare un abbraccio a osservatori molto interessati: gli americani. Obama non era nemmeno a Parigi nella giornata dedicata ai giornalisti di Charlie Hebdo, ma forse un giretto in Europa, molto presto, sarà chiamato a farlo.

GIORGIA MELONI – Fuori dalla Galleria dell’Accademia, in piazza delle Belle Arti, forse per prendersi un po’ del fascio di luce emanato dal vertice italo-tedesco, Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, ha fatto flash-mob, un intervento lampo. Prima ha auspicato che il nuovo presidente della Repubblica possa essere una donna, poi sulle elezioni in Grecia, ha affermato: “Io ho fatto un ‘in bocca al lupo’ a Tsipras che ha idee diametralmente opposte alle mie. Ma e’ un tempo nel quale tifo per tutti quelli che lottano per restituire la democrazia e il potere al popolo, e per toglierlo alle oligarchie finanziarie”. Eppoi: “Come dice Marine Le Pen, la sfida non è tra destra e sinistra, ma tra alto e basso. E anche lei ha detto che spera che vinca Tsipras”.


Sandro Bennucci

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