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Opera di Firenze Maggio Musicale

Firenze, Maggio musicale: inaugurazione con il Fidelio. Ma il corpo di ballo non c’è più

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Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino

FIRENZE – «La malattia della Fondazione del Maggio è finita, è cominciata la convalescenza…ma il Maggio è come una Ferrari, o come un aereo… se lo teniamo fermo in aeroporto non va bene: dobbiamo farlo volare». Ricorre a metafore sanitarie, automobilistiche e aeronautiche il sindaco Dario Nardella, per spiegare la svolta raggiunta dall’istituzione lirico-sinfonica più importante di Firenze e fra le prime in Europa, appena pochi mesi fa sull’orlo del fallimento.

MAGGIO DANZA ADDIO – Adesso invece sono in arrivo i 27,8 milioni di euro già stanziati dal Governo di Matteo Renzi. E a prendere misure draconiane ci pensa il sovrintendente Francesco Bianchi. Malgrado l’intervento governativo al Maggio musicale fiorentino non ci sarà più, infatti, dal prossimo futuro, il corpo di ballo. «I mezzi economici non consentono di sviluppare la danza così come un teatro come il nostro merita – ha detto Bianchi -: attualmente ci sono 17 tersicorei, di cui 5 prossimi alla pensione. Con 12 soltanto non si fa un corpo di ballo». «Avevo una coperta di un metro e mezzo – anche Bianchi ricorre alle metafore, ma più brutali di quelle del sindaco – , e un letto di due metri: se avessi preteso di coprirlo tutto, la situazione della Fondazione sarebbe andata dritta verso il disastro».

FIDELIO – L’occasione per riferire sullo stato stato di salute del Maggio è stata data, stamani 17 febbraio, dalla presentazione che il primo cittadino (e presidente della Fondazione del Maggio) ha fatto al nuovo Teatro dell’Opera, assieme al sovrintendente Francesco Bianchi, del programma del 78° Maggio musicale, il festival lirico e concertistico più lungo d’Europa: due mesi, dal 27 aprile al 28 giugno 2015. Sarà l’opera Fidelio di Ludwig van Beethoven, diretta da Zubin Mehta, e ancora mai vista in Italia a inaugurare lunedì 27 aprile la rassegna. Ma a Firenze arriveranno anche altri direttori di grande prestigio internazionale in modo che il cartellone del Teatro dell’Opera «non abbia nulla da invidiare alle prime della Scala di Milano», chiosa il sovrintendente Francesco Bianchi. Ci saranno 3 prime assolute, infatti: il «Candide» di Leonard Bernstein, diretto da John Axelrod suo allievo; Pelléas et Mélisande di Claude Debussy, diretto da Daniele Gatti; The Turn Of The Screw (Il giro di vite), di Benjamin Britten, diretto da Jonathan Webb. Da segnalare anche la prima volta all’Opera di Firenze del celebre pianista Lang Lang, e il concerto della London Symphony Orchestra, diretta da Valery Gergiev – raro a Firenze – su partiture di Dmitrij Sostakovic.

Teatro del Maggio, il sindaco Dario Nardella e il sovrintendente Francesco Bianchi
Teatro del Maggio, il sindaco Dario Nardella e il sovrintendente Francesco Bianchi

ESUBERI, REINTEGRO AL POLO MUSEALE – Sul piano di rilancio del Maggio, il sindaco ha comunicato di aver «parlato oggi con il segretario generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia, della questione del passaggio ad Ales dei 50 lavoratori in esubero: mi ha confermato la determinazione del ministero a procedere rapidamente, questi addetti presto saranno trasferiti a lavorare per le strutture del polo museale fiorentino». Nelle settimane scorse i sindacati, in particolare la Cgil, avevano protestato, organizzando anche scioperi, per l’insufficienza di garanzie effettive riguardo la riassunzione dei lavoratori in esubero da parte della società ministeriale Ales. «Il 6 marzo – ha aggiunto Nardella – il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini sarà a Palazzo Vecchio per un workshop sulle norme Art Bonus. Allora sicuramente la questione Ales sarà risolta, e voglio sperare che sarà lo stesso ministro ad annunciarlo».

BILANCIO IN PARI NEL 2016 – Per quanto riguarda il pareggio di bilancio «sarà raggiunto nel 2016 come previsto dalla legge» ha precisato il sovrintendete Bianchi. «Adesso che il debito pregresso va finalmente risolvendosi – ha aggiunto – il nostro dovere è rilanciare il Maggio». In quest’ottica, ha sottolineato, la Fondazione onorerà «tutti» i debiti con artisti e fornitori, operazione che fa parte «di quell’opera di restauro della reputazione della Fondazione che negli scorsi anni ha subito dei colpi mortali». Stamani, ha poi ricordato Bianchi, è stato approvato il budget di spesa del Maggio per il 2015: «Stiamo parlando di una cifra – ha detto il sovrintendente – appena superiore ai 33 milioni di euro. In linea con il piano triennale», salvo che per la parte di spese legate alla forza lavoro «che risentirà fino ad agosto» dei 50 esuberi individuati dal piano di risanamento e che passeranno ad Ales, «perché – conclude Bianchi – nonostante il cosiddetto ‘decreto Franceschini’, siamo ancora in attesa che vengano assegnate le competenze ad Ales».

Maggio fiorentino, la piazza antistante il nuovo Teatro dell'Opera
Maggio fiorentino, la piazza antistante il nuovo Teatro dell’Opera

COSTI DI GESTIONE – Il mantenimento del Teatro del Maggio è invece materia che riguarda più direttamente Palazzo Vecchio. Il Comune si fa carico della gestione del nuovo, costoso, teatro, per 1,5 milioni di euro all’anno, ai quali ne vanno sommati altrettanti stanziati dalla Fondazione del Maggio musicale. La cifra prevista anche per quest’anno – 3 milioni – non sarebbe però sufficiente, secondo fonti sindacali, a coprire interamente le spese che sarebbero, a conti fatti, ben più alte. Una cosa appare certa, però. Il sindaco Nardella vuole coprire le spese per il mantenimento del teatro con gli introiti dell’attività, e non solo musicale.

IL MODELLO E’ ROMA – Il che significa ispirarsi al Parco della Musica di Roma, a cui il sindaco ha fatto oggi esplicito riferimento: dal Teatro dell’Opera, cioè, Palazzo Vecchio vuol ricavare affitti per concerti di levatura come quello di Paolo Conte (10 mila euro), cene come quella della Fiorentina (30 mila euro), meeting aziendali, eventi congressuali, festival di cinema, messa a bando di tutti gli spazi della struttura anche per eventi estivi e/o dedicati ai bambini. Il che potrà avvenire nella misura in cui gli spazi del Teatro siano liberi dagli impegni lirico-sinfonici. «Ma non ci faremo sagre della mortadella», scherza il sindaco, per sottolineare che «dovranno essere eventi musicali, e non, purché compatibili con il Teatro del Maggio». In ogni caso non c’è tempo da perdere, dalla convalescenza il Maggio deve guarire, e senza per questo entrare in concorrenza col polo fieristico della Fortezza, con i concerti all’Obihall o con  la 50 Giorni di Cinema Internazionale all’Odeon. Il «modello Roma» può servire come fonte d’ispirazione di attività multidisciplinari e polifunzionali, ma Firenze può reggere il confronto con Roma senza avere il bacino d’utenza della capitale d’Italia?

 

 

 

Maggio Musicale, teatro dell'opera


Domenico Coviello

Giornalista

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