Inaugurazione dell'anno giudiziario della Magistratura contabile

La Corte dei Conti della Toscana «bacchetta» il Consiglio Regionale: «Mai depositati i consuntivi delle spese»

di Andrea Ferrari - - Cronaca, Economia, Politica

La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti in Toscana

FIRENZE – La Corte dei Conti della Toscana «bacchetta» il Consiglio Regionale: «Non ha mai depositato il conto del tesoriere del Consiglio stesso» che sarebbe invece tenuto a fare. Lo ha detto stamani 5 marzo il presidente della Sezione giurisdizionale della Corte Ignazio Del Castillo nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2015 della magistratura contabile.

CONTROLLO – Siamo nella materia dei cosiddetti «conti giudiziali» che è – ha detto Del Castillo – l’«antico e sempre attuale strumento di controllo della gestione del pubblico denaro. Non tutte le amministrazioni depositano i conti e quelle che li depositano non li depositano tutti gli anni». E qui parte quasi un «avviso»: la Corte dei Conti «è disponibile ad incontrare le amministrazioni che volessero spontaneamente, e senza attendere che la Procura esperisca l’azione per resa di conto, assolvere all’obbligo di resa dei conti giudiziali per fornire loro assistenza sulle modalità di redazione dei conti e della loro parifica e di deposito dei conti presso la Sezione, deposito che a partire da quest’anno può avvenire anche in via telematica». In altre parole «forniteci le rendicontazioni, prima che la Procura (della Corte dei Conti ndr) avvii un’azione giudiziaria per richiederveli».

GRUPPI CONSILIARI – A questo riguardo Del Castillo ha citato il caso – ancora non arrivato a conclusione – dei conti dei Gruppi consiliari della Regione Toscana, che la Corte chiede da tempo. «I diversi giudizi sono stati sospesi – ha ricordato il Presidente – perché la Regione ha sollevato conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale (…) che discuterà la questione il 28 aprile 2015». Una «vecchia» storia che vede contrapposta la Regione Toscana – che ritiene di avere autonomia di controllo sui conti dei Gruppi consiliari – e la magistratura contabile che la vede in senso esattamente opposto. «Senza trarre alcuna conclusione sulla questione – ha concluso Del Castillo – devo comunque segnalare che l’ordinamento della Provincia di Firenze prevede che le spese dei gruppi consiliari siano rendicontate mediante conti giudiziali che da anni vengono depositati presso questa Sezione giurisdizionale ed a volte sono stati esaminati e riconosciuti regolari».

Scarica qui la relazione completa del Presidente Ignazio Del Castillo 

CORRUZIONE – Sul tema della corruzione nella Pubblica Amministrazione è intervenuta il vice Procuratore Generale Acheropita Mondera. «La finanza pubblica deve essere sana, il bilancio deve essere in pareggio, il debito pubblico deve essere ridotto, l’arroganza dell’amministrazione deve essere combattuta e controllata». «Frasi come queste – ha detto – sono riportate tutti i giorni dalla stampa, pronunciate da economisti, politici, amministratori, fanno parte dell’attualità, ma queste parole vengono da lontano: le ha scritte Cicerone nel ‘De re pubblica’, un trattato che risale a 55 anni prima di Cristo: sono passati 2.070 anni ed i problemi sono gli stessi!».

SPERPERI – Tra le cause trattate dalla Procura c’è quella della non dovuta «corresponsione, da parte delle Aziende Sanitarie, ai Cral di alcuni ospedali, di quote delle somme incassate, nella misura del 60%, a titolo di concessione dei distributori di alimenti e bevande». Come pure «gli affidamenti del servizio bar di vari nosocomi, disposti senza regolare procedura di gara ed a condizioni svantaggiose per le Aziende Sanitarie».

DISCRIMINAZIONI – Citato anche il caso del dirigente di un Comune pratese che, dovendo assumere una persona, «ha convocato per la sottoscrizione del contratto la prima in graduatoria ma, quando ha appreso che la stessa era in stato di gravidanza, ha sottoscritto il contratto di lavoro con un altro soggetto». Dopo l’indagine, «il tribunale ha accertato la natura illegittima e discriminatoria della condotta del dirigente».

ILLECITI – Un’altra vicenda riguarda un medico ospedaliero che era stato autorizzato ad astenersi dal servizio, percependo comunque lo stipendio, «per poter assistere alla propria madre sola e ammalata» ma, invece, utilizzava i permessi «per svolgere attività libero professionale non autorizzata». Riguardo a risarcimenti dovuti a lesioni da attività sanitaria, il magistrato ha ricordato anche casi come l’«intervento chirurgico sull’uretere destro invece che sul sinistro, morte del paziente a causa della somministrazione di un farmaco in modo inappropriato, dimenticanza di una garza nell’addome di paziente operato».

Scarica qui il testo completo della relazione del Vice Procuratore Generale Acheropita Mondera 

 

 

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