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Coppa Italia , Fiorentina: che goduria! Due gol di Salah schiantano la Juve: 1-2. Finale vicina. Pagelle

Juventus-Fiorentina, Mohamed Salah esulta dopo la doppietta in casa bianconera
Juventus-Fiorentina, Mohamed Salah esulta dopo la doppietta in casa bianconera

TORINO – Magìa? L’estro, la velocità e la capacità di far gol di Salah possono essere racchiuse anche in quest’aggettivo: magico. L’egiziano scatta, ruba palla e segna per due volte, in entrambi i casi uando il cronometro scandisce l’11’ minuto. Sia nel primo che nel secondo tempo. Sincronia perfetta. Così come le due conclusioni micidiali: che regalano alla Fiorentina una vittoria preziosissima, con due utilissimi gol segnati in trasferta, che possono far benissimo sperare pr la partita di ritorno, in aprile. Non vogliamo aggiungere altro. Nel calcio vanno bandite le frasi del tipo: è quasi fatta, la finale di Coppa Italia è praticamente conquistata. No, mai pronunciare queste parole, specie se c’è la Juve di mezzo. Ma confessiamolo: nessuno si poteva aspettare una simile goduria per i tifosi viola, arrivati allo stadio di Torino dopo aver sfidato furiose raffiche di vento e vedere la Fiorentina dar lezione di gioco ai bianconeri di Allegri. Rifilandole due magnifici e preziosissimi gol. Impresa che era riuscita, qualche anno fa, solo al grande Bayern Monaco. E qyuella dei viola è un’altra impresona! Con Salah fantastico e imprendibile protagonista. Bello, certo. Ma per onestà, e dovere di cronaca, bisogna aggiungere che tutta la Fiorentina ha lottato alla grande per centrare questo obiettivo. A cominciare dai centrocampisti, gli umili e utili, Badelj (poi sostituito da Aquilani) e Kurtic, fino a Joaquin e Mati Fernandez. Eroici anche i difensori viola, nonostante avessero davanti il meglio del campionato: Tevez e Pogba soprattutto. E bravissimo, ancora una volta, Neto: grandissimo portiere, professionista vero. Anche se, stavolta, aveva anche la voglia di mettersi in mostra davanti ai suoi possimi dirigenti e, in particolare, ai suoi prossimi tifosi. Cioè quelli bianconeri, usciti stasera dallo stadio con gli orecchi ciondoloni e negli occhi uno spauracchio: Salah. Veloce, tecnico, implacabile sotto porta. A chi assomiglia? A caldo mi viene in mkente Zico, appena sbarcato in Italia, nell’Udinese. Stessa facilità di far gol. Ma forse Salah è meglio. Da dove viene? Boh! Per ora è importante sapere che c’è.

SALAH – Stadio esaurito. Il popolo juventino, dietro lo snobismo di facciata, tiene a questa sfida come a poche altre. Così Massimiliano Allegri, nonostante la Champions e il campionato, non schiera la squadra B: la formazione, con Pogba e Marchisio, è di buonissimo livello. Montella deve fare miracoli per mettere su la difesa a 4 senza Tomovioc e Savi che non ce l’hanno fatta a recuperare dopo gli infortuni di domenica a San Siro contro l’Inter. Borja Valero va in panchina. Occhi puntati su Salah: curiosità e timore nei suoi confronti, anche qui Torino. La Juve comincia subito all’attacco: Pogba per Vidal (2’) ma il diagonale del cileno è fuori. La Juve insiste, ma Neto, che l’anno prossimo vestirà quasi certamente la maglia bianconera, è sempre attentissimo. Ma al 6’ la Fioentina ha una grande occasione: Alonso serve benissimo Kurtic, solo davanti a Storari, ma il suo tiro ballonzola fuori. Peccato, peccato… Ma bisogna aver fede. Passano cinque minuti, la Juve ci riprova, Richards respinge con il corpo una conclusione di Pogba. Angolo bianconero. I viola conquistano il pallone. Gonzalo Rodriguez rinvia lungo: sul pallone si avventa Salh che recupera la palla nella tre quarti e scappa via, vanamente inseguito da Padoin, che sembra in vantaggio sulla sfera. Appunto: sembra. Perché Salah la calcia avanti come il gatto con il topino e la va a riprendere con un guizzo strepitoso. Quindi entra in area e mentre il povero Padoin arranca, l’egiziano calcia di collo pieno, con il sinistro, e la manda dentro. Fantastico! Un gol magnifico. Lo stadio resta basito. Allegri se ne accorge e cerca di dare la scossa ai suoi. Però tutti si chiedono: da dov’è sceso questo Salah?

LLORRENTE – I tifosi arrivati da Firenze, sfidando le raffiche di vento a 130 all’ora, cantano a squarciagola. Il coro dello Juventus Stadium è ammutolito. I viola cercano di controllare, ma la Juve, punta nell’orgoglio, sembra scatenata. Pogba corre dappertutto: va anche a dare una mano a Padoin che ha il suo daffare nel controllo di Salah. Proprio Pogba strappa un pallone all’egiziano e imposta la manovra. Pepe (24’) scodella un magnifico pallone dalla fascia destra per la testa di Llorente che colpisce benissimo di testa, manda il pallone alla base del palo, alla destra di Neto e, quindi, in porta. Uno a uno. Fiorentina che non accusa il colpo. Mati (30’) costringe Storari a una deviazione in angolo. E un attimo dopo è Basanta a colpire palo esterno: ma il guardalinee sbandiera. Fuorigioco. Allegri prova a calare l’asso: Tevez al posto di Conan. E l’Apache si fa subito pericoloso. Pogba e Vidal lo assecondano nel tentativo di far breccia. Un minuto di recupero: che fila via senz’altri sussulti. Bel primo tempo: molti si aspettavano tanta Juve e invece è stata la Fiorentina a sorprendere. Salah non riescono a prenderlo: soprattutto non sanno quasi mai in quale zona del campo si possa trovare. Spunta all’improvviso: e fa paura. Intorno a lui, va detto, c’è una squadra che funziona. Badelj fa filtro e inventa. Mati Fernandez mostra spounti di classe e si fa pericoloso anche tirando da lontano. Joaquin è pronto a fare il guizzo verso l’area. E la difesa? Ecco, qualche problema c’è, soprattutto quando Pogba e Tevez si scambiano la palla al volo con grande rapidità.

EGIZIANO – Nella ripresa la Fiorentina sfiora subito il gol: lanciato da Badelj, Richards scivola in area e lascia partire una gran botta. Sulla quale Storari compie un prodigio. Deviando. Poi è Salah che semina di nuovo il panico nell’area bianconera (5’), tira ma trova lo stinco di un bianconero. E’ comunque la Fiorentina a fare l partita. La Juve è costretta a coprirsi. Il fraseggio viola è costante, continuo, martellante. Tutti provano ad andare al tiro. Ma è Salah a triovare ancora il gol. Ancora all’11’, come nel primo tempo: Marchisio perde il pallone sulla tre quarti, Salah gliela ruba letteralmente, resiste di nuovo ai disperati tentativi della difesa bianconera, arriva davanti a Stiorari e lo batte con un rasoterra secco. Fantastico! Questo è un giocatore magico: mai visto uno giocare con tanta padronanza e andare a far gol con una facilità disarmante. Un paragone? Mah, mi viene in mente Zico appena arrivato dal Brasile, quando segnava a raffica nell’Udinese. Gli riusciva tutto benissimo. Ma quello che fa Salah appare addirittura, più facile, più naturale. Più devastante. E la Juve? Montella sostituisce Gomez, caviglia dolorante, con Ilicic, mentre i bianconeri (17’) vanno vicino al paeggio: cross di Morata (entrato al posto di Llorrente) per il tocco ravvicinato di Tevez. Ma è grande Neto: prima riesce a fermare eppoi a bloccare il pallone. Non basta. Ancora Neto protagonista (19’) su un tiro-cross di Pogba che lo costringe a un’altra acrobazia. Però quando ricade sbatte con violenza la schiena sul palo e resta dolorante a terra. Questione di alcuni istanti: fa cenno a Montella di non preoccuparsi perché può riprendere quasi subito. E la Fiorentina (25’) potrebbe addirittura triplicare: Salah serve al bacio Ilicic che lascia partire un missile che, come si diceva una volta, fa … la barba al palo destro di Storari. Brividissimo sulle schiene bianconere.

DIAMANTI – Si spellano le mani i tifosi viola (29’) quando Montella decide di far uscire Salah, guardato con invidia e, certo, con ammirazione da tutto lo Stadium. Entra Diamanti. Non basta. La fatica è tanta, soprattutto per i centrocampisti: così anche lo stanco Badelj esce, sostituito da Aquilani, nel silenzioso stadio juventino, dove sale al cielo soltanto il grido dei tifosi fiorentini, inebriati da tanto spettacolo. Sì, diciamolo pure: quasi storditi da tanta goduria. Non è usuale venire a dettare gioco e a far gol sul campo della Juve. Del resto, era successo così anche a San Siro, contro l’Inter, se si esclude quel finale pazzesco, con i viola rimasti in dieci per qualche calcolo sbagliato di Montella. Il finale è convulso, la Juve attacca, l’arbitro offre 5′ di recupero. Ma la Fiorentina non molla. E meritatamente espugna lo Juventus Stadium.

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Coppa Italia, Fiorentina, Juve


Sandro Bennucci

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