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Fiorentina, gran rimonta. Milan battuto con la testa: di Gonzalo e Joaquin: 2-1. Pagelle

Ilicic in azione: buona partita, ma quando tira è sempre impreciso
Ilicic in azione: buona partita, ma quando tira è sempre impreciso (Foto Giacomo Morini)

FIRENZE –  A sette minuti dalla fine c’era aria di processo alla Viola, sotto di un gol (segnato da Destro). Ma questa Fiorentina che gioca tanto e tira poco è capace di tirar fuori l’anima. Tanto che riesce a ribaltare la partita. Si fa fatica con i piedi? Allora proviamoci con la testa: prima ci riesce Gonzalo su uno straordinario cross da calcio d’angolo di Joaquin. Poi è lo stesso Joaquin, su un cross al bacio di Pasqual, a violare ancora la porta milanista. Il povero Galliani, lo zio Fester, si rattrappisce in tribuna. E mentre la Fiesole canta “Oh Inzaghi salta la panchina”, penso di essere nel giusto quando sostengo che voglio rischiare la … lavanda gastrica. Quella che ti fanno dopo la scorpacciata. Perché la Fiorentina, realmente, può fare l’ingorda: nel senso che, oltre all’Euroleague (giovedì la partitona a Roma) e alla Cioppa Italia, tiene ancora aperta la speranza di puntare al terzo posto. E’ vero che la Lazio ha vinto a Torino, violano a 49 punti, ma è altrettanto vero che la Fiorentina è lì, a 45, a un solo punto dal derelitto Napoli. Chissà se…  Detto questo, si deve parlare di una partita difficile, faticosa, risolta solo da due magnifici gol nel finale. Fatti, guarda caso, con la testa. In tutti i sensi. Partita difficile perché Montella ha pensato giustamente al giovedì di Roma, lasciando fuori soprattutto Salah, Mati Fernandez e, per un tempo, anche Badelj.  Pizarro? Sarà grassa se riuscirà a spuntare dal sottopassaggio all’Olimpico. Che dire? Fiorentina, volitiva ma poco capace di tirare in porta. Gilardino sotto tono. Aquilani incapace di suggerire gioco: e giustamente sostituito. Borja Valero volenteroso, come sempre, ma impreciso. Rosi? Limitato. Ma detto tutto questo, contro un Milan che ha notevoli individualità ma che non è per nulla squadra, la Fiorentina ha saputo conquistare tre punti preziosissimi. Diciamo che è tanta roba, vista la situazione. Montella, questa volta, merita un plauso: ha indovinato quasi tutto. Ora sappia resistere alle lusinghe del Milan: che, vista la fine di Inzaghi, farà di tutto per portarselo via.

MONTELLA – Piove. Ma non manca un rovescio anche di fischi quando, dal sottopassaggio degli spogliatoi, spunta Alessio Cerci, solo soletto, diretto in panchina. Inzaghi, che teme di essere arrivato al capolinea, schiera una punta vera, Destro, e due “vice”: Honda e Menez.  Per tutta la giornata sono rimbalzate notizie da Empoli: il Diavolo vuole Sarri. Il presidente azzurro, Fabrizio Corsi, è irritato. Sostiene che queste voci sono danni per il colore azzurro. Presenterà il conto? Montella, che probabilmente è il vero obiettivo milanista, giustamente si defila dal tourbillon di affermazioni e smentite e manda in campo una squadra con qualche sorpresa: a riposo Badelj e spazio ad Aquilani, schierato in mezzo alla linea dei centrocampisti. Più avanti rinuncia a Diamanti: prima punta Girlardino e dietro a lui Ilicic. Che al 6’ si presenta con un diagonale di sinistro da fuori area che finisce però alcuni metri distante dal palo destro di Diego Lopez. Milan pericolosissimo al 12’: lancio di Menez per Honda, in velocità, che viene murato dall’uscita tempestiva di Neto. Che oppone il corpo al pallone. Grande Norberto! Il Milan preme: super lavoro per Gonzalo e Basanta poco protetti dai centrocampisti. Kurtic cerca di aiutare Aquilani, in difficoltà nel ruolo d’interditore e, al tempo stesso, ispiratore della manovra viola. La pioggia rinforza: si fatica a stare in piedi. Il ritmo cala. Aquilani continua a sbagliare. Kurtic deve correre per due. Rosi si vede poco: non sembra neanche in partita.  Ilicic va a prendersi palloni al limite dell’area viola. Il Milan non è un mostro, ma si vede che alla Fiorentina mancano alcuni uomini-chiave.

TRAVERSA – Però la volontà non manca. Gilardino ci prova (28’) ma viene fermato da Mexes. E’ stretto in mezzo, il Gila, fra Mexes e Paletta e fa gran fatica a conquistare i palloni, in verità non molti, che gli arrivano. Poi è Pasqual che recupera un pallone sulla fascia sinistra, vola verso l’area e Van Ginkel lo stende. Ammonizione giusta. Sulla punizione di Ilicic svetta su tutti Basanta, di testa: traversa piena. Sulla ribattuta s’avventano i rossoneri che rinviano con la forza della disperazione.  Un tiro di Borja da fuori (42’) conclude un’elaborata azione viola. Poi è Richars a riproporre l’attacco. La Fiorentina manovra molto ma tira poco. E senza la dovuta convinzione.  Il fischio del riposo la trova ancora impegnata a cercare un gol che non arriva. In avvio di ripresa aumenta l’insistenza dello scroscio di pioggia. Montella si dev’essere reso conto dello scarso peso del centrocampo: e manda dentro Badelj e Joaquin. Escono Richards e Aquilani. Significa che Rosi arretra un po’ per lasciare spazio alla corsa di Joaquin in appoggio a Ilicic e Gilardino.

L'esultanza di Neto
L’esultanza di Neto (Foto Giacomo Morini)

DESTRO – La Fiorentina sembra un tantino migliore, ma continua a mancare la solita cosa: la conclusione. Ilicic fa un paio di ose buone, si libera, entra in area … poi è come se si muovesse sulle sabbie mobili. Come al 7’, quando ruba un pallone a Mexes nella tre quarti viola e scappa via ma, fatti venti metri, si perde.  Oppure al 9’: riceve un gran pallone in area, sulla destra, tutti si aspettano un gran tiro… Invece lo sloveno fa partire una palla sbilenca, che finisce lontanissima. Ci provano Badelj (fuori) e Joaquin (para Diego Lopez). Invano. Quindi la frittata: Menez la mette in mezzo Badelj respinge male nell’area viola, riprende Bonaventura che tira, ma Destro gli devia opportunamente il pallone: che finisce nella porta di Neto. Ahi. Ora diventa dura. Il problema dei viola? Stasera è Gilardino: non ci arriva mai. La volontà c’è, lo scatto lascia a desiderare. Manovra molto, la Fiorentina, alla ricerca del pareggio.

GONZALO – Morale? Tanto, troppo fumo.  E nulla di concreto. Si giochicchia, si fraseggia, ma lo straccio di un tiro vero nello specchio della porta di Diego Lopez non si vede. Lo stadio s’indigna. Il rimedio? Montella ordina a Babacar di togliersi la tuta. Lo manda in campo al posto di Rosi. Tanto vale rischiare, ora. Inzaghi risponde togliendo Honda per Crci. Diluvio di fischi per l’ex viola. Che però ha il potere di scuotere la Fiorentina. Nessuno tira? E allora ecco lui, Gonzalo Rodriguez, gladiatore della difesa andare sotto la porta del Milan a raccogliere un angolo quasi perfetto di Joaquin. Uno a uno. Poi ci potrebbe stare un rigore per i viola: Abate trattiene Gonzalo per la maglia in area fino a trascinarlo in terra impedendogli di arrivare sul pallone. I rossoneri diventano bianchi dalla paura. L’arbitro Russo li grazia. Poi fa cenno di star male: e chiede di essere sostituito. Fischia Valeri di Roma. E’ la seconda volta, quest’anno, l’arbitro della Fiorentina s’infortuna. Ma sembra che la circostanza porti bvene. La Fiorentina stringe i denti. E insiste. Pasqual (44’) va via sulla sinistra e mette al centro un pallone straordinario per Joaquin che ci arriva spnedidamente di testa e la mette all’incrocio dei pali, alla destra di Diego Lopez. Gol!. Due a uno. Grande reazione della Fiorentina. Che, nonostante i sei minuti di recupero, va a prendersi tre punti incredibili. O forse impensabili. Ma concreti e pesantissimi.

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Fiorentina, Milan


Sandro Bennucci

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