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Fiorentina, domina e regala a Udine: 2-2 Doppietta di Gomez. Troppi errori in difesa. Pagelle

Lotta nell'area friulana nel finale, nel tentativo di segnare il gol della vittoria
Lotta nell’area friulana nel finale, nel tentativo di segnare il gol della vittoria

UDINE – Tanta sofferenza. Per un pareggio che non vale molto in classifica. Due punti buttati? In sostanza sì. Perché la Fiorentina ha regalato molto, troppo, all’Udinese. A cominciare dal gol del vantaggio friulano, al 15’ del primo tempo, segnato da un difensore, Wague, imbucato, solo e indisturbato, nell’area viola. Fiorentina impacciata, ma comunque superiore nella tecnica e nel palleggio, capace di cambiare la partita con un uno-due di Gomez in avvio di ripresa. Ma anche capace, la Fiorentina, di regalare ancora: soprattutto il gol del pareggio di Kone, in seguito all’ennesimo liscio di Tomovic, stasera inguardabile. E poteva andare peggio se, come al solito, non ci fosse stato Neto a metterci  non una ma due, tre o addirittura una serie di pezze da sembrare un’industria tessile in trasferta. Difesa in continuo affanno. Soprattutto quando Montella ha dato l’ordine: attaccare per vincere. Ecco, i viola hanno obbedito scoprendo però non un fianco, ma tutt’e due al contropiede friulano. Che , per fortuna, ha peccato molto nelle conclusioni. L’errore più grande dei viola e, forse, di Montella? Pensare di poter vincere accelerando solo un po’.  E’ vero che i tre punti erano assolutamente alla portata della Fiorentina, ma è altrettanto vero che non si può concedere cos’ tanto e pensare di risolvere tutto nel finale. Supponenza? Probabilmente l’impresa di Roma, in Euroleague, deve aver dato alla squadra e all’allenatore l’illusione che possa essere tutto facile e che se anche si prende un gol non è difficile rimediare. Sbagliato. La Fiorentina vera è quella che gioca, soffre e vince. La partita perfetta fu quella di Torino, contro la Juve, nella semifinale di andata di Coppa Italia. A Roma ci sono state anche circostanze molto favorevoli. Ora c’è la sosta per la Nazionale: ma la vigilia di Pasqua, contro la Sampdoria, eppoi martedì 7 aprile con la Juve (ritorno della semifinale di Coppa Italia) ci vorrà tutt’altra determinazione.

WAGUE – Ampio turn over, nella Fiorentina, dopo lo straripante giovedì notte di Roma. Sorprsa in prima linea: non tanto per il ritorno di Mario Gomez, quanto per la presenza di Ilicic invece di Salah. Comunque pronto in panchina. L’Udinese parte di slancio e si avvicina subito all’area dei viola. Che reagiscono e prendono possesso del centrocampo. Kurtic sbaglia a più riprese, ma Joaquin, Badelj e Borja conquistano palloni e dettano geometrie di gioco. Il problema? Che Ilicic e Joaquin sbagliano troppo: soprattutto s’intestardiscono in dribbling sterili. In particolare scivolano sull’erba viscida quando tentano la frenata. Il dubbio? Tacchetti inadatti. Possibile? Sì. E tanto basta per dare fiato e speranza all’Udinese, che tenta ripartenze pericolose. Capaci di far male. Come al 15’: quando, su un angolo apparentamente innocuo battuto da Di Natale la difesa viola si fa anticipare di testa da Guilherme che è bravo a indirizzare di nuca verso Wague, difensore alla ricerca dell’avventura in avanti, che, ignorato da tutti, a pochi metri da Neto, non ha difficoltà a metterla dentro. Uno a zero.  Ci sono due spanne di differenza, in qualità di gioco, a favore della Fiorentina. Ma va avanti l’Udinese.  Inaccettabile!

BORJA  – La Fiorentina domina sempre ma insiste nel solito, sterile fraseggio. E spesso finisce per incartarsi. Al 28’, nella confusione più totale, Mario Gomez toglie inavvertitamente a Kurtic un pallone che, dal limite, poteva essere calciato direttamente in porta. Borja Valero arriva quasi sempre in ritardo su palloni invitanti e Marione Gomez non si vede quasi mai, bloccato com’è in mezzo a due-tre difensori bianconeri. Un esempio dell’insufficienza viola in attacco? Il tiro più pericoloso del primo tempo è una rasoiata di Basanta, fuori di poco, al 41’. E fortuna che l’Udinese non sembra quella di qualche anno fa, con l’organizzazione di gioco di Guidolin. Il credo Stramaccioni assomiglia al “palla avanti e pedalare” di antica memoria pedatoria. Non a caso, l’Udinese si chiude na riccio e l’unica trama di gioco è il tentativo di partire in contropiede, puntando sull’unico vero talento: Di Natale. Pescato spesso in fuorigioco. Più pericolosi Guilherme e Kone, rapidi e sguscianti in mezzo a centrocampisti e difensori viola.  Buona occasione (43’) Kurtic e Joaquin attirano fuori tre difensori, Borja Valero avrebbe un bel pallone: tiro desolatamente fuori. Ma attenzione: riparte l’Udinese. Tomovic intercetta un pallone anticipando Di Natale, ma inaspettamente lo perde e solo un’uscita salva partita di Neto evita il peggio negli ultimi istanti del primo tempo. Dove la Fiorentina riuscirebbe anche a segnare con Joaquin in pieno recupero, ma l’arbitro pistoiese annulla, giustamente, per fuorigioco.

GOMEZ – No, così non va. Nel secondo tempo la Fiorentina deve cambiare passo e anche i tacchetti delle scarpe. Nelle prime battute, invece, il copione non cambia: Fiorentina a fare la partita e Udinese a difendersi. Diciamo pure con ordine. Fra i viola serpeggia un marcato nervosismo. Ilicic commette un fallo su Allan.  L’arbitro non perdona: cartellino giallo. Ilicic, diffidato, salterà la partita con la Sampdoria, sabato 4 aprile, vigilia di Pasqua. Ma improvvisamente arriva il pareggio. Fallo di Wague (giallo anche er lui) su Joaquin fuori area, sulla destra. Punizione. Batte Ilicic per la testa di Mario Gomez che, questa volta, sale meglio di tutti e la mette dentro. Uno a uno. Sì, è una partita da vincere. Non a caso, meno di centoventi secondi dopo il primo gol, Gomez raddoppia. Lancio perfetto di Ilicic, Gomez s’infila nell’area udinese, dà l’impressione di scivolare, ma la sua stazza da panzer gli permette di restare in piedi, accomodarsi il pallone e battere il portiere greco Karnezis in uscita. Fiorentina avanti: uno a due. Stavolta è l’Udinese a perdere la testa: Pinzi dà una manata a Kurtic. L’arbitro pistoiese fischia la punizione ma non estrae il cartellino. Cosa che invece fa, proprio sul viso di Kurtic, qualche istante dopo per un fallo che non sembrava certo da ammonizione. Però attenzione, brivido: Tomovic perde malissimo un altro pallone, Neto esce alla disperata e rinvia male: Guillerme si avventa sul pallone, tira a porta vuota. Ma fallisce il bersaglio. Pericolo scampato.

NETO –  Montella sostituisce un Borja Valero spento e poco concludente. Entra Mati Fernandez. Però i viola sono ancora confusi. Tanto che Di Natale, in area, compie una vera acrobazia servendo Kone che arriva in corsa. Tomovic, stasera un vero colabrodo, lascia passare l’avversari capace d’imbucarsi fra lui e Neto mettendo in rete. Due a due. Ahi. Perchè così vulnerabili in difesa? E al 22’ può scapparcio la fritta tone: Thereau (entrato al posto di Gabriel Silva) fa la barba al palo in una rapida ripartenza. E non è finita: un minuto dopo Widmer calcia a colpo sicuro, Neto ci mette i guantoni e devia sulla traversa. Difesa viola più molle del burro! Fotuna che Montella decide di mandare in campo Salah. Esce Ilicic. La Fiorentina attacca, ma si espone sempre alle ipartenze friulane, con Di Natale, là davanti a Neto, a far paura. Gomez (32’) arriva a due metri dalla porta, ma Danilo lo anticipa deviando in angolo al momento del tiro. Salvataggio provvidenziale per i friulani. Ora i viola accelerano: vogliono vincere. Possono farlo. Esce Di Natale (34’) per Geijo. Montella prova il tutto per tutto a 6’ dalla fine: dentro Gilardino e fuori Joaquin. Ma anche Gilardino scivola. Che sia davvero un problema di tacchetti?  La Fiorentina insiste.  Ma è l’Udinese a sfiorare il gol con Widmer: Neto con il braccio destro intercetta miracolosamente. Mati tira: Karnedis para. Salah ci prova ancora. Invano. Finisce due a due. Un pareggio che serve a poco. Ma che deve insegnare tanto.

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Fiorentina, mario gomez, Udinese


Sandro Bennucci

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