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Alpi Apuane, una cava di marmo

Regione Toscana: il voto sul piano del paesaggio slitta a venerdì. Rossi nel mirino dei contestatori

Alpi Apuane, una cava di marmo
Alpi Apuane, una cava di marmo

FIRENZE – Slitta l’approvazione del piano paesaggistico della Regione Toscana. Alla riapertura della seduta del Consiglio regionale, in seguito alla conferenza dei capigruppo, il presidente dell’assemblea, Alberto Monaci, ha annunciato che verranno lette le relazioni di maggioranza e di minoranza sul lavoro in commissione, mentre la discussione e il voto sono fissate per venerdì, con tempo limite fino alle 19.30 di domani sera, giovedì 26 marzo,  per presentare emendamenti. La tensione è forte. Il governatore, Enrico Rossi, contestato dai cavatori e da Confindustria, vorrebbe evitare lo scontro frontale. Motivo? Lo aspetta una campagna elettorale nella quale rischia di essere indicato come impopolare. Una larga fetta del Pd sta prendendo le distanze dal governatore, anche se non ufficialmente. Ma i commenti, anche sul piano del paesaggio, non lasciano spazio all’immaginazione.

CAVATORI – Un centinaio tra titolari e lavoratori delle imprese lapidee hanno manifestato  davanti alla sede del Consiglio regionale, per protestare contro l’approvazione del Piano paesaggistico regionale in programma per oggi. A causa della protesta, organizzata da 85 aziende riunite nel Comitato imprese lapidee Apuo Versiliesi, via Cavour è chiusa al traffico nel tratto compreso tra via degli Alfani e via dei Pucci. I manifestanti hanno esposto numerosi striscioni tra cui quelli con le scritte “Senza cave la Versilia muore”, “Salviamo cave, imprese, lavori”, “Le cave non si toccano”. “Siamo insoddisfatti, in particolare per il metodo con cui è stata messa a punto l’adozione finale di questo piano”, ha dichiarato Paolo Carli, presidente del settore lapideo di Confindustria Toscana. “L’ultimo emendamento apportato dal Mibact – ha commentato sempre Carli – ha fatto tornare indietro il Piano, che adesso non ci dà la garanzia della prosecuzione della nostra attività, soprattutto per quanto riguarda il versante versiliese e nella quota dei 1200 metri”. Per Carli nel testo del Piano paesaggistico che sarà votato oggi dal Consiglio regionale sono presenti “vincoli che non ci consentono di sviluppare la nostra attività produttiva”.

AMBIENTALISTI – Anche esponenti dei comitati ambientalisti e per la difesa del territorio hanno dato vita a un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale della Toscana per consegnare al presidente dell’assemblea Alberto Monaci una petizione con 100 mila firme, tra cui quelle di noti intellettuali italiani, a favore del piano paesaggistico nella sua versione originaria. “C’è un vasto movimento di opinione  – ha affermato Ornella De Zordo, attivista dei comitati – che ritiene che non si possa scavare oltre i 1.200 metri o dentro il parco. Queste sono cose che non si fanno, lo diceva il testo Marson e vogliamo che questo rimanga. Ci auguriamo che il Pd abbia disinnescato tutti i siluri che ha tirato, finora, contro questo piano”. De Zordo ha detto che “questo piano molto tormentato ha visto cambiamenti, manomissioni. Certamente il Pd ha sferrato degli attacchi proprio per stravolgerlo. Poi ci ha pensato il ministero, Franceschini, a rimettere le cose a posto ovviamente grazie all’assessore Marson che ha tenuto duro e ha difeso il lavoro fatto in modo indipendente”.

enrico rossi, Piano del paesaggio, regione toscana


Ernesto Giusti


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