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Toscana, piano del paesaggio: ecco i divieti definitivi di Rossi per cave di marmo e spiagge

Toscana, paesaggio
Toscana, verso l’approvazione il piano del paesaggio

FIRENZE – Se domani 27 marzo tutto andrà secondo i desiderata del presidente della Regione, Enrico Rossi, il Piano del Paesaggio della Toscana sarà approvato secondo le linee descritte dallo stesso governatore in Consiglio regionale. Di seguito, punto per punto, ecco come sarà regolamentato il paesaggio che Rossi ha presentato come «l’identità stessa della Toscana».

AGRICOLTURA – Con il Piano saranno resi recuperabili più di 200 mila ettari che un tempo erano agricoli e che sono stati negli anni abbandonati e invasi dal bosco. Per recuperare questi terreni si dovrà fare un’apposita domanda al Comune per ripristinare le colture originarie.

CAVELe cave di marmo del distretto Apuo-Versiliese sono il cuore stesso del Piano. E punto più delicato. Crocevia di un violento scontro politico. Protagonisti da un lato la sinistra radicale e gli ambientalisti, che hanno in parte trovato sponda nell’assessore regionale all’Urbanistica, Anna Marson, e dall’altra i cavatori e le imprese di estrazione, che appena ieri hanno protestato con slogan e striscioni sotto la sede del Consiglio regionale in via Cavour. Nel mezzo la giunta Rossi che tenta di portare, dopo una lunga ed estenuante mediazione, un «punto di equilibrio» definitivo sulla questione. Il tutto a seguito della revisione e delle correzioni che il ministero dei Beni culturali ha chiesto e ottenuto per non dover bocciare il Piano del Paesaggio della Toscana, come avvenuto nel 2010.

Sopra i 1.200 metri non sarà possibile aprire nuove cave: si andrà così verso l’esaurimento delle concessioni. Il 90% della cave toscane si trova nel territorio apuanoil 95% sta sotto i 1.200 metri di altezza. Sopra i 1.200 metri sono 18 le cave attive e altrettante sono le cave dismesse. Quelle attive potranno essere coltivate fino a esaurimento della autorizzazione presentando però un progetto di Piano di recupero da attuare entro 6 anni. Viene data la possibilità di riparare le ferite inferte alle vette e ai crinali. In pratica le vette non potranno più essere scapitozzate. Unica eccezione al di sopra del 1.200 metri sono le cave riconosciute come essenziali per la vita di comunità locali, come Minucciano e Levigliani.

Verrà introdotta la Vip, Valutazione di impatto paesaggistico, che riguarderà le varianti cosiddette sostanziali: nuove cave e nuovi fronti di cava. Le varianti sostanziali saranno sottoposte alla valutazione della Commissione paesaggistica regionale che avrà a disposizione 60 giorni di tempo per rispondere.

Poi ci saranno i Pab, Piani attuativi di bacino. Dovranno essere presentati dai privati oppure dai Comuni, per regolare i rapporti tra le cave e la frammentazione delle attività di estrazione. Vip e Pab riguarderanno tutte le cave del territorio regionale.

Il Piano così come voluto da Enrico Rossi prevede che per le attività estrattive entro due anni debba essere lavorato sul posto il 50% del marmo estratto, producendo nuova occupazione.

COSTE – Sugli arenili, sulla sabbia e su dune fisse e mobili si potranno installare solo strutture mobili. Ci sarà inoltre il prolungamento da 90 a 180 giorni della permanenza delle strutture rimovibili, in modo da adeguare le tempistiche alla richiesta di prolungamento della stagione estiva. Al di fuori delle sabbie e dune, dove c’e l’esistente, sono consentiti interventi di ristrutturazione, riqualificazioni e cambi di destinazione di uso con ampliamenti fino al 10% se finalizzati al miglioramento dell’offerta turistica.

 

 

 

Consiglio regionale della Toscana, enrico rossi, Piano del paesaggio


Domenico Coviello

Giornalista

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