Alfano: nuove norme contro i violenti nei cortei. Per evitare devastazioni nelle città

ROMA – Dopo le critiche ricevute dal potere politico per aver dato direttive alla Forze dell’ordine di non intervenire con la forza contro i vandali devastatori il Governo corre ai ripari introducendo norme più restrittive per i cortei di protesta, anche se applicando le norme esistenti e con maggiore rigore da parte della magistratura si potrebbero contenere comunque le violenze. Potere ai prefetti di impedire i cortei a rischio, arresto differito, come avviene per gli ultra e pene più severe per chi va alle manifestazioni con il volto travisato (in effetti questo reato è punito solo con pena pecuniaria). Sono queste le norme che il ministro dell’Interno Angelino Alfano porterà in Parlamento per evitare il ripetersi di scontri come quelli avvenuti a Milano.
ALFANO – «Uno Stato di diritto è fondato sulle regole del gioco – dice il ministro – e la regola prevede che se anche c`è l`Expo e qualcuno vuole manifestare contro, lo deve poter fare. Ma siccome c`è chi sporca queste regole, noi dobbiamo cambiarle». Alfano ha indicato tra punti: «Più potere ai prefetti, per impedire i cortei quando ci sono rischi di infiltrazioni; arresto differito, entro le 48 ore, come avviene per il calcio, se dalle telecamere si riesce ad identificare i violenti; trasformare in un vero e proprio reato quello che oggi è soltanto una contravvenzione, il travisamento. Servono pene più severe per gli incappucciati». «Porterò in Parlamento questo pacchetto – conclude – e voglio vedere come reagiranno alcune forze politiche che fino a 20 giorni fa parlavano di identificativo delle forze dell’ordine: il problema è identificare le forze dell`ordine o questi qua?».
DISORDINI – Si continua a indagare per assicurare alla giustizia i responsabili dei disordini, dopo l`arresto, avvenuto sabato a Genova, di cinque persone. Per le autorità francesi sono veri e propri «casseur», ovvero teppisti: specialisti dei disordini che in terra transalpina avevano creato problemi e organizzato attentati.
BLACK BLOC – Le indagini hanno confermato i collegamenti fra i gruppi di violenti in Europa. Dal report inviato alla Procura di Genova dalle autorità di Parigi emerge che i cinque presunti black bloc arrestati a Genova per aver vandalizzato almeno sei auto in piazza Campetto nel centro storico di Genova erano «professionisti dell’antagonismo di piazza». Il capo del gruppo Remy Hicham Errabia, franco- marocchino di 24 anni, è un «casseur» noto alle cronache. Nel suo passato ci sono scontri alle banlieues, disordini di piazza, perfino «un’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla preparazione di un attentato e la partecipazione ad adunale sediziose». Nei confronti dei cinque la Procura ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare proprio per evitare che possano uscire di galera, com’era successo ad altri loro colleghi a Milano.
NO TAV – Errabia era anche accusato di aver violato un ordine del prefetto di Torino che lo aveva allontanato dal territorio nazionale dopo che il 5 luglio 2012 era stato fermato a Chiomonte in Val di Susa insieme ad esponenti No Tav con un arsenale all`interno di un furgone (tute, spranghe, viti, bulloni e maschere antigas). Il controllo era avvenuto nelle ore precedenti ad una manifestazione di protesta. Questa circostanza conferma il collegamento fra i gruppi di protesta violenta che agiscono in Europa, la cui perfetta organizzazione è stata confermata dal fatto che, nel corso delle perquisizioni nella casa dove erano ospitati i francesi, è stata trovata una cartina proprio della manifestazione del Primo Maggio a Milano con i numeri degli avvocati da contattare in caso di emergenza
La magistratura sembra adesso intenzionata ad agire finalmente col dovuto rigore, sulla base delle norme già esistenti. Non sarà male comunque che anche le Forze politiche, invece di promuovere la schedatura dei poliziotti, si affrettino ad approvare misure più severe contro i cortei violenti, in modo da permettere la più efficace azione di prevenzione e, dove necessario, di repressione.
