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Firenze: commemorato in Questura l’omicidio di Giuseppe Cangiano, medaglia al valor civile

giuseppe cangiano1FIRENZE – Uno spaccato di storia della polizia fiorentina è stato rievocato stamane presso la Questura, in via Zara. L’occasione è venuta dalla cerimonia di commemorazione della Medaglia al Valor Civile Giuseppe Cangiano, Commissario di Pubblica Sicurezza deceduto in servizio il 29 agosto 1920, nella centralissima Piazza Vittorio Emanuele, oggi della Repubblica, nel corso di un servizio di O.P. che il Funzionario, dirigente del Commissariato di San Giovanni, aveva avuto incarico di dirigere. Venne colpito alla testa da un colpo di rivoltella sparatogli da un dimostrante ; erano tempi bui quelli, per l’Italia, che in quel periodo era attraversata dal c.d. bienno rosso. Aveva 44 anni il conosciuto e amato Funzionario e lasciava la giovane moglie Argia Cipriani, figlia dell’affermato scultore cittadino Adolfo, e tre figli in tenera età. Fu un brutale omicidio, unanimemente condannato. Alle onoranze funebri svoltesi in forma solenne il 3 settembre del ’20 prese parte tutta la città, unita in una imponente manifestazione di cordoglio.

Da sempre la gestione dell’O.P. rappresenta la funzione più delicata e densa di rischi per un operatore di polizia. Sono cambiati i tempi da allora, la Società si è evoluta, tecnologie e protocolli di intervento si sono affinati, ma ad episodi di violenza sulla piazza le forze di polizia rimangono purtroppo sempre esposte. Per tutti ricordiamo l’episodio dell’Ispettore capo Filippo Raciti a Catania, negli anni 2000.

cerimonia1Il rito religioso è stato officiato dall’assistente spirituale della Polizia di Stato don Rosario Palumbo, alla presenza del questore Alberto Intini, del vice prefetto vicario Antonio Lucio Garufi, di una rappresentanza di funzionari e agenti dei vari Uffici di polizia della provincia, di molti Soci della Sezione ANPS di Firenze. Per Giuseppe Cangiano erano presenti alcuni nipoti e pronipoti della famiglie Schettini e Gherardini. Al termine della cerimonia il dr.Intini e i congiunti del valoroso Funzionario – a cui è intitolata quella Sala Riunioni – si sono intrattenuti dinanzi alla storica fotografia presente nell’anticamera dell’ufficio del questore, riproducente il folto gruppo di commissari e delegati in forza alla Questura della città agli inizi del 1900.


Sergio Tinti

già Comandante Polizia Stradale della Toscana

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