La trattenuta era stata rinviata al 2017

Pensioni, beffa: a gennaio trattenuto lo 0,1% per il conguaglio negativo. Per l’inflazione da due anni pari a 0

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

Tabella ripresa dal sito pensionioggi.it

ROMA – Nel 2017 sia il tasso di inflazione definitivo relativo allo scorso anno che quello provvisorio relativo ai primi 9 mesi del 2016 è risultato pari a zero. Pertanto gli assegni in pagamento dal 1° gennaio 2017 non subiscono alcun cambiamento. Anzi a gennaio c’è stato un conguaglio una tantum negativo per recuperare la maggiore indicizzazione concessa nel 2015 quando fu riconosciuta una rivalutazione provvisoria dello 0,3% nel dicembre 2014 contro una rivalutazione effettiva dello 0,2%. Il conguaglio in parola sarebbe dovuto avvenire il 1° gennaio 2016 ma la legge di bilancio per il 2016 ha rimandato tale effetto al 2017. Forse Renzi già pensava al futuro e quindi ha scaricato l’adempimento negativo sul successivo Governo.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti pubblicato il Decreto 17 novembre 2016, in Gazzetta Ufficiale del 23 novembre 2016, con il quale ha comunicato che la percentuale provvisoria di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è pari allo 0,00%. Ciò significa che le pensioni erogata da gennaio a dicembre 2017 saranno sostanzialmente di importo identico a quelle del 2016, che poi è stato lo stesso importo percepito dai pensionati anche nell’anno 2015. Nonostante le richieste dei sindacati il Govern o non è intervenuto per modificarle. Per questo i pensionati hanno trovato la rata di gennaio decurtata.

L’importo da trattenersi è pari allo 0,1%. Per una pensione di circa 1.400 euro l‘importo trattenuto sarà di circa 20 euro. L’importo in percentuale scende per le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo, in quanto per questi soggetti la perequazione non è al 100%, pur se attualmente comunque allo 0%. Chi ad esempio ha una pensione tra tre e quattro volte il trattamento minimo, subirà una trattenuta dello 0,95% dell’importo della pensione mensile moltiplicata per 13.

I pensionati comunque continuano a essere i più penalizzati dal governo Monti in poi, cioè dai governi non eletti e incaricati per volontà dei Presidenti della Repubblica.

Il commento del Partito dei pensionati: «Per 4 mesi, a partire dal prossimo febbraio, è prevista la restituzione dello 0,1% della pensione, relativa alla differenza tra l’inflazione programmata (0,3%) e quella consuntiva(0,2%),nel 2014. Poca cosa, si dirà, dal momento che chi riceve una pensione da mille euro lordi al mese dovrà restituire un totale 4-5 € o poco più, a seconda dell’importo dell’assegno pensionistico -così ha dichiarato il Vicesegretario nazionale del Partito Pensionati, Luigi Ferone -. Non è l’entità della somma da restituire, ma la puntualità dell’INPS , nell’azione di recupero, dopo una sospensione del provvedimento ,a meravigliarci. Il Partito Pensionati  si chiede : perché tale solerzia l’Inps, non la mette in atto quando sono i Pensionati a dover avere dall’Inps ? In questo caso, domande , domandine , lunghe attese e talvolta ricorsi ed avvocati. Dopo una sospensione dell’azione di recupero di pochi spiccioli – ha concluso Ferone – l’INPS ha voluto fare cassa: una efficienza ed una determinazione che dovrebbe valere sempre».

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