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Hotel Rigopiano: il film della tragedia (video foto). Scatta l’inchiesta per omicidio colposo

FARINDOLA – Ore lunghissime, passate dai sopravvissuti ad aspettare aiuto, vissute con fatica e lavoro da parte dei soccorritori impegnati a fronteggiare condizioni meteo estreme, trascorse via via con maggiore apprensione da parte di chi aspettava notizie. E’ la giornata che ha portato alla tragedia dell’hotel Rigopiano, iniziata con un altro dramma, un nuovo sciame sismico che per la quarta volta dal 24 agosto ha squassato l’Italia centrale. Ecco il film di quelle ore.

Tutto parte il 18 GENNAIO 2017
* 5.00 – esonda il fiume Pescara, segnale evidente di quella ondata di maltempo che ha colpito in modo particolare l”Abruzzo pescarese, con nevicate anche a bassa quota e pioggia che ha appesantito la neve caduta in abbondanza nelle ore precedenti.
* 10.25 – Prima scossa di terremoto, di magnitudo 5.1, con epicentro nell’aquilano, che dà il via a un serie infinita di altri sussulti, tre dei quali sopra magnitudo 5. Scattano i soccorsi in tutto il centro Italia ma ci si accorge subito che il problema maggiore non sono i nuovi crolli, ma le condizioni meteo. La neve alta in molte zone, compreso il versante adriatico del Gran Sasso, impedisce di operare agli uomini della protezione civile, mentre continua a nevicare. Altro problema la mancanza di corrente, che disturba anche le comunicazioni.
* 15.00 – gli ospiti dell’hotel Rigopiano, secondo quanto raccontato da uno dei superstiti, sono pronti per andare via, hanno pagato il conto, preparato i bagagli e sono nella hall.
Sono preoccupati per la forte nevicata, attendono il mezzo che spali via la neve. Ma l’arrivo dello spazzaneve viene posticipato alle 19.00.
* 17.40 – E’ caduto, è caduto l’albergo, è l’appello disperato di Giampiero Parete al telefonino con Quintino Marcella, suo datore di lavoro.
* 18.00 – Inizia ad arrivare l’allarme alle centrali operative: C’è un hotel completamente isolato in una frazione di Penne. La macchina dei soccorsi si mette in moto ma le condizioni sono proibitive. Marcella, però, racconta di aver avuto difficoltà a farsi credere, in particolare dalla prefettura di Pescara che due ore prima aveva ascoltato il direttore dell’albergo non
riscontrando problemi.
* 19.00 – Le avanguardie dei soccorritori arrivano in contrada Cupoli a 11 km da Rigopiano. Ma la neve raggiunge già i due metri e i telefoni non prendono.
* 22.00 – la colonna dei mezzi imbocca l’ultimo tratto di strada: mancano 9 km all’hotel ma la salita si ferma.
* 23.00 – Ultimo contatto della notte di Giampiero Parete con Quintino Marcella. Lo richiama la mattina, una volta raggiunto dai soccorritori e messo sull’elicottero.

19 GENNAIO 2017
* 0.00 – quattro uomini del soccorso alpino e della Guardia di Finanza partono con gli sci con le pelli di foca per raggiungere sotto la bufera di neve Rigopiano.
* 4.00 – dopo avere letteralmente scalato muri di neve arrivano all”hotel e si rendono conto della situazione. Ma, intanto, salvano i due superstiti Fabio Salzetta e Giampiero Parete.
* 6.30 – è l’alba quando arrivano i primi elicotteri che portano a valle i due uomini: inizia la faticosa ricerca dei dispersi.
* 9.30 – viene estratto il corpo della prima vittima.
* 12.00 – la colonna dei mezzi dei soccorsi arriva a poche centinaia di metri dall’albergo. Dopo 20 ore, facendo l’ultimo tratto a piedi, raggiungono il luogo del disastro.
* 15.00 – i primi soccorritori arrivati ritornano verso valle
* 15.00 – i primi soccorritori arrivati ritornano verso valle dopo aver ricevuto il cambio: Non c’è più niente.
* 18.30 – secondo il sindaco di Farandola, Ilario Lacchetta, «le speranze di trovare persone in vita si riducono di ora in ora».

Ore 20,30: Il Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio parla di 2 vittime ufficiali.

Ma si continuano a cercare i dispersi.

INCHIESTA – La Procura di Pescara, pm Andrea Papalia, ha aperto un fascicolo di indagine per fare luce sulle eventuali responsabilità, con l’ipotesi di omicidio colposo. Le indagini relative alla tragedia di Rigopiano sono affidate ai carabinieri forestali, i quali in queste ore stanno già acquisendo documenti e testimonianze. Tra i documenti già a verbale anche l”allerta valanghe emesso giorni fa dal Meteomont, cioè il servizio nazionale prevenzione neve e valanghe, che indicava livello 4, il massimo è 5, di pericolo nella zona del Gran Sasso. Spetterà alla Procura quindi valutare se il rischio emesso è stato rispettato o valutato, se c’erano le condizioni per far emettere dalla Regione, fino agli enti locali, le ordinanze di evacuazione nelle zone a rischio.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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