Preso in leasing da etihad e mai usato finora

Air Force One: Gentiloni per la prima volta sul mega-jet nuovo, acquistato ma lasciato nell’hangar da Renzi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Politica, Top News

L’«Air Force One» italiano mentre decolla da Fiumicino (foto Roma Spotters Club)

ROMA – Tutti ricorderete le polemiche sull’Air Force One di Renzi, acquistato dalla Presidenza del Consiglio per soddisfare alle necessità di trasporto per motivi di servizio dei membri del Governo e del Premier. Era stato preso in leasing a cifre rilevanti da Etihad, ma poi palazzo Chigi non l’aveva ancora usato, accampando diverse scuse, nel timore fondato di alimentare polemiche. Nel viaggio che lo ha portato da Roma e Berlino e viceversa, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha giustamente deciso di utilizzato l’Airbus 340, chiudendo una delle tante vicende  paradossali della presidenza Renzi.

Tutto era iniziato nel luglio del 2015, quando il presidente del Consiglio aveva annunciato ai giornalisti: «Ad ottobre andremo in Sudamerica con un aereo più grande, con il wi-fi, l’abbiamo già ordinato…». Nulla di più se ne seppe allora, l’unica certezza riguardava l’arrivo di un aereo destinato a mandare in pensione un anziano A319 in servizio da molti anni e che, per le tratte più lunghe, costringeva i voli dei presidenti del Consiglio ad uno scalo tecnico. Nel giro di poco tempo però si scoprì che l’aereo scelto da palazzo Chigi era l’A340, un mega-jet preso in leasing da Etihad che porta abitualmente più di 300 passeggeri e ha una larghezza di 60 metri, appartiene alla stessa tipologia del Boeing 747 ed è al livello di quelli a disposizione di alcuni dei capi di governo di altri Paesi del G20.

In tempi di grande sensibilità per tutto quello che riguarda Casta e spese facili, l’annuncio del premier aveva alimentato commenti negativi, giornalistici e politici,  sulla grandeur renziana: tanto da bloccare l’utilizzo del mega-jet. Certo, al blocco avevano contribuito anche problemi legati all’equipaggio e al contratto di leasing, sta di fatto che da allora Renzi ha continuato ad usare il vecchio aereo. Nulla era bastato a far cambiare idea al presidente del Consiglio, persino un incidente (sul quale nulla si è saputo) subito dall’anziano A320, al quale si era rotto in volo il finestrino della cabina di pilotaggio.

Ma intanto il contratto con Etihad correva così come la spesa pubblica. Ora il nuovo presidente del Consiglio, uomo di buon senso e senza tanti grilli di grandeur per il capo, ha deciso di sbloccare l’uso dell’aereo.

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