Le interviste di Fiorentina-Torino

Sousa: «I tifosi hanno ragione a protestare». Ma non si dimette. Tomovic: incidente stradale

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Sport

Paulo Sousa

FIRENZE – Ha la faccia nerissima, Paulo  Sousa, quando entra in sala stampa. Parla per dieci minuti, forse meno. Poi se ne va. Dimissioni? Nessuno ha chiesto e lui non ne ha parlato. L’allenatore resta, ma ormai non c’è più feeling. L’agonia continuerà, probabilmente, fino alla partita di domenica prossima a Bergamo, contro l’Atalanta. A Sousa chiedono se è stato colpito dal coro della curva Fiesole: salta la panchina, Paulo Sousa salta la panchina. La sua risposta è glaciale: «I tifosi pagano il biglietto, soffrono per la squadra e per la maglia. Non gli si può rimproverare nulla. Dispiace che il proprio lavoro non venga apprezzato, ma il calcio è questo».

Si prova a chiedere come mai la difesa non è stata attenta, soprattutto su Belotti, così come si era persa Stindl, cannoniere del Borussia, giovedì scorso. Anche qui riposta secca: «Vero, non abbiamo saputo controllare l’attaccante del Torino». Stop. Conferenza stampa finita. Ma la sofferenza continua. Fino a quando i Della Valle, contestatissimi e invitati ad andarsene, non staccheranno la spina con la panchina.

Sinisa Mihajlovic arriva dopo Sousa. Dice che il Torino ha sbagliato, poteva vincere, ma nel primo tempo i granata non sono praticamente entrati in campo.  Gli domandano dei cori per Sousa, già sentiti quando era lui, Sinisa, sulla panchina viola. Sorride e bisbiglia: «Dejà vu…».

Si spengono le luci e arriva una notizia nel cupo dopopartita. Nel viale Duse incidente stradale con Tomovic: pare che, in auto, abbia scaraventato in terra uno scooterista. C’è chi commenta: ecco un’altra dimostrazione del periodo nero della squadra e dei giocatori.

 

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