Presenti i rappresentanti dei 27 Stati e delle istituzioni europee

Roma: i 60 anni dell’Europa unita, le celebrazioni in Italia (video)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Nel mezzo di una delle più profonde crisi che si sia mai trovata ad affrontare, l’Unione europea celebra l’anniversario dei suoi trattati fondatori. Sono passati 60 anni da quel 25 marzo 1957, quando vennero firmati i Trattati di Roma, atto di nascita dell’allora Comunità europea, embrione di ciò che oggi è l’Unione europea. Furono Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo a decidere di rilanciare il progetto europeo dopo il fallimento della Ced (Comunità europea di difesa), rigettata tre anni prima dall’Assemblea nazionale di Parigi.

Sabato 25 e domenica 26 marzo Roma ospiterà i rappresentanti delle istituzioni e degli Stati europei per celebrare i 60 anni dalla sottoscrizione dei trattati che posero le basi per la futura Unione. Era lunedì 25 marzo 1957 quando i ministri degli esteri di cinque Paesi europei firmarono due trattati: quello costitutivo della Comunità Economica Europea (CEE) e quello della Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM).

Da una cerimonia solenne a palazzo Senatorio nasceva l’Europa. Nella sala degli Orazi e Curiazi sedettero il ministro degli Esteri Gaetano Martino e il presidente del consiglio Antonio Segni, per l’Italia, insieme ai ministri degli esteri di Germania (rappresentata anche dal cancelliere Konrad Adenauer), Francia, Olanda, Lussemburgo e Belgio, tra questi Paul Henry Spaak, che insieme al federalista Jean Monnet aveva impresso un’accelerazione al processo di integrazione dopo il fallimento della Ced, la Comunità europea di difesa.

Gli accordi, firmati nel 1957 in Campidoglio, sancirono l’inizio della grande avventura europea. Una storia scandita da una serie di tappe importanti che ne hanno segnato l’allargamento, ma anche da una rottura come la Brexit. Ecco le tappe fondamentali:

– 25 marzo 1957: i Trattati di Roma istituiscono la Comunità Economica Europea. I sei paesi fondatori – Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Olanda e Germania ovest – sono gli stessi che dal 1951 erano già riuniti nella Comunità europea del carbone e dell’acciaio. La seconda guerra mondiale è finita da appena 12 anni, ma l’Europa è già divisa dalla cortina di ferro della guerra fredda. L’ideale europeo si ispira al manifesto di Ventotene, scritto nel 1944 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, e portato avanti da statisti come Alcide De Gasperi, Robert Schumann, Jean Monnet, Konrad Adenauer e Paul Henry Spaak.

– 1 gennaio 1973 : primo allargamento di quella che si chiama ancora la Cee. Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito, il numero degli Stati membri sale a nove.

-7-10 giugno 1979: per la prima volta i cittadini europei possono eleggere direttamente i deputati del Parlamento europeo.

– 1 gennaio 1981: La Grecia aderisce alla Cee. I paesi membri sono dieci.

– 1 gennaio 1986. Portogallo e Spagna aderiscono alla Cee. I paesi membri diventano 12.

– 1987: nasce il progetto Erasmus. Il programma di mobilità studentesca fra le università europee diventerà uno dei simboli più popolari dell’Europa unita.

– 3 ottobre 1990: dopo il crollo del muro di Berlino il 9 novembre 1990, la Germania torna ad essere unita e l’ex Ddr entra quindi nella Cee. E’ l’inizio di una nuova fase storica che porterà all’estensione dell’Unione in quasi tutto il continente.

– 7 febbraio 1993: viene firmato il trattato di Maastricht nell’omonima città olandese, che sancisce la nascita dell’Unione Europea. Si passa dall’unione economica a quella politica, ponendo le basi per il nuovo assetto istituzionale comunitario che conosciamo oggi e che verrà ulteriormente definito nei trattati di Amsterdam (1997), Nizza (2000) e Lisbona (2007). Vengono definite le tappe e i parametri dell’Unione monetaria.

– 1 gennaio 1995: Austria, Finlandia e Svezia aderiscono all’Unione europea. I paesi membri diventano 15.

– 26 marzo 1995: in Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Germania, Spagna e Portogallo entrano in vigore gli accordi di Schengen per la libera circolazione dei cittadini. In Italia entrano in vigore il 6 ottobre 1997. Oggi lo spazio Schengen comprende 26 stati (22 stati membri dell’Ue oltre a Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein).

– 1 gennaio 2002: L’euro diventa la valuta corrente di dodici paesi dell’Unione, oltre che di San Marino, Vaticano, Monaco e Andorra. Dal primo giugno 1998 è in attività la Banca centrale europea (BCE). Oggi i paesi della zona euro sono 19.

– 1 maggio 2004: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria aderiscono all’UE. I paesi membri diventano 25.

– 1 gennaio 2007: Bulgaria e Romania aderiscono all’UE. I paesi membri diventano 27.

– 1 luglio 2013: La Croazia entra nell’Unione europea. I paesi membri arrivano a 28.

– 23 giugno 2016: i cittadini della Gran Bretagna approvano in un referendum l’uscita dall’Unione Europea. La richiesta di avvio dei negoziati per la Brexit, in base all’articolo 50 del trattato di Lisbona, sarà presentata il 29 marzo.

Il premier Gentiloni, presentando l’appuntamento romano, ha affermato: «Dobbiamo puntare a progetti più ambiziosi e coesi nel campo della difesa, dove negli ultimi tempi ci sono stati alcuni passi incoraggianti. E coordinare in maniera più efficace le nostre azioni sui flussi migratori, nel rispetto della democrazia e dei diritti umani». Sono queste le sfide che attendono l’Europa ormai a 27, ma sembra che non tutti siano disposti a remare nella stessa direzione e con la stessa intensità.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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