Le disposizioni del Ministero dell'Interno

Roma: minacce dell’Isis contro il Vaticano e la Capitale. Massima allerta delle forze dell’ordine

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – Tornano le minacce dell’Isis contro Roma, il Vaticano e Papa Francesco, attraverso messaggi e foto significative che rappresentano la capitale e il Vaticano che bruciano. Con la scritta:  «Pensate di poter bombardare il nostro Paese senza essere puniti? Giuriamo a Allah che pagherete un prezzo elevato». È la frase agghiacciante scritta su una foto del Vaticano in fiamme e circolata nel web subito dopo l’attacco a Manchester. L’immagine, con la promessa di colpire anche Roma, è rimbalzata tra Telegram, Twitter e altri social network contribuendo ad elevare il rischio di attentati. In Italia e nella Capitale è massima allerta, già portata al livello 2 da tempo. Dopo quanto accaduto in Gran Bretagna, nel pomeriggio di ieri il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato al Viminale una riunione straordinaria del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo.

Il rischio, come sempre dopo ogni attentato, è altissimo. E in questo caso la vicenda si era complicata vista la presenza del presidente americano, Donald Trump, per due giorni nella Capitale. Il Ministro ha infatti disposto di «tenere elevato il livello di vigilanza, rafforzando le misure di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio». Sorvegliati speciali tutti quei «luoghi che registrano particolare affluenza e aggregazione di persone», definiti soft target. Dal Cara, inoltre, è partita anche una direttiva per richiamare «l’attenzione dei prefetti e dei questori per assicurare, attraverso l’impegno delle forze di polizia, la massima efficacia di tutti i dispositivi di prevenzione e controllo del territorio».

Alla riunione indetta al Viminale hanno partecipato anche i vertici delle forze di polizia, dei servizi di intelligence e il rappresentante della sicurezza del Regno Unito a Roma, che hanno analizzato e approfondito lo scenario internazionale. A Roma, però, la vigilanza resta strettissima. Dal Vaticano alle sedi istituzionali, oltre che ambasciate e luoghi di incontro, monitoraggio e controllo sono le parole d’ordine. La lista degli obiettivi, però, è lunghissima se si considerano anche i luoghi di aggregazione come cinema, teatri, concerti, centri commerciali, stazioni ferroviarie, aeroporti e molto altro ancora. Innumerevoli volte prima di ieri, infatti, la Capitale è stata oggetto di minacce da parte dell’Isis.

All’indomani dell’attentato al giornale francese Charlie Hebdo, ad esempio, sul web era apparso un video dell’Isis in cui si annunciava la conquista di Roma. In un impressionante filmato, della durata di quattro minuti, erano state montate le immagini di campi di addestramento in Medio Oriente e quelle di Roma: piazza Navona, Pantheon, Fontana di Trevi, Colosseo e ovviamente il Vaticano. Una voce in arabo, con sottotitoli in inglese, annunciava: «Conquisteremo Roma, distruggeremo le vostre croci e faremo schiave le vostre donne, con il benestare di Allah». Significative poi le foto postate da alcuni account Twitter in cui si vedono Roma e piazza San Pietro a ferro e fuoco, mentre la bandiera nera dello Stato islamico sventola sulla città eterna.

Anche per questo Minniti chiede alle autorità di pubblica sicurezza sul territorio di tenere alta la guardia. Finora gli aspiranti attentatori sono stati identificati e espulsi, ma coll’andar del tempo la popolazione da controllare diventerà sempre più ampia e le difficoltà aumenteranno. Nonostante la buona volontà e la professionalità altissima dei nostri servizi.

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