Dichiarazioni dure del premier inglese

Terrorismo, Londra: Theresa May, abbiamo avuto fin troppa tolleranza con gli islamici

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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LONDRA –  Il troppo è troppo, esclama il premier britannico Theresa May dopo aver confermato che le elezioni si terranno come previsto, puntando il dito contro l’estremismo islamico. (Ha detto proprio islamico non islamista come i nostri politici tipo Boldrini.

Poi, sfidando il linguaggio politically correct via Twitter fa riferimento ai valori superiori della cultura britannica rispetto ai predicatori delle moschee ultrà. La condanna dellattacco di London Bridge e Borough Market, il terzo sull”isola in tre mesi, è identica nelle dichiarazioni di May, di Corbyn e di tutti gli altri capi partito. Le pose, i concetti e i richiami subliminali non lo sono affatto.

Parlando dinanzi al portoncino al numero 10 di Downing Street, May – vestita di nero, come a lutto – si rivolge alla nazione da primo ministro. Ma tocca anche le corde dell’ideologia, per condannare quella dei seguaci più radicali di Allah. Concede all”impostazione classica dei leader europei e occidentali la premessa che i terroristi rappresentano una perversione dell”Islam e della verità. E, tuttavia, inalbera la bandiera dello scontro di valori, se non di civiltà. Mette in fila l”attacco del 22 marzo a Westminster, l’attentato suicida del 22 maggio del giovane figlio di rifugiati politici libici anti-Gheddafi a Manchester e quanto accaduto ieri sera: ammettendo che non vi è una collegamento diretto, ma evocando un nuovo trend nel quale il terrorismo chiama il terrorismo e gli assalitori vengono ispirati da altri assalitori. Quindi gli accenti si fanno più tribunizi. E’ tempo di dire Enough is enough, il troppo è troppo, sbotta lady Theresa, promettendo lotta senza quartiere, anche sul terreno culturale, non solo con l’azione militare o di intelligence, nei confronti di chi sparge l’estremismo e il settarismo in un Regno Unito ormai multietnico: a larga presenza di musulmani come di gente d’altre fedi. Abbiamo avuto fin troppa tolleranza, insiste, bisogna cambiare registro, così non si può più andare avanti. Infine l’appello patriottico, che confina di fatto con un appello elettorale: Stiamo uniti per sconfiggere i nostri nemici.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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