I risultati mostrano l'arretramento del partito di Renzi

Elezioni comunali: la toscana si scopre sempre meno rossa. L’exploit di Casapound a Lucca

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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FIRENZE – La Toscana, è sempre stata considerata una tradizionale regione rossa, roccaforte insieme all’Emilia Romagna del Pci, adesso Pd, già da tempo aveva il timore di andare verso un lento cambiamento e adesso scopre con sgomento che il partito egemone, pur andando al ballottaggio nei due capoluoghi (Pistoia e Lucca) e a Carrara, ha perso la guida di alcuni Comuni importanti della regione, come Forte dei Marmi (Lucca) e Serravalle Pistoiese, o di impatto mediatico come Rignano sull’Arno (Firenze), passati a liste civiche o al centrodestra. A Rignano soprattutto è stata cocente la sconfitta di Matteo e Tiziano Renzi, ad opera dell’ex sindaco, riconfermato a capo di una lista civica, che ha letteralmente strapazzato la candidata ufficiale del partito della famiglia più famosa del borgo toscano.

Forza Italia ha rilevato con soddisfazione l’avanzata del centrodestra, che ha conquistato ben sei comuni ed è al ballottaggio nei due capoluoghi, mentre fa scalpore l’arretramento del M5S che annovera un solo risultato positivo, il ballottaggio di Carrara, dove vede il suo candidato, Francesco De Pasquale (con il 27,48%) sfidare il candidato di centrosinistra Andrea Zanetti che si è fermato al 25,6%.

Segnale da non sottovalutare a Lucca il risultato oltre le attese per CasaPound, quasi all’8%.

A Pistoia ma anche a Lucca, dove sono peraltro in testa, i democratici pagano le loro divisioni, fra le varie fazioni e movimenti in cui recentemente si è diviso il partito una volta monolitico. Nella città capitale della cultura per il 2017 erano 5 i candidati a sindaco di sinistra o di centrosinistra. Logico quindi che il sindaco uscente, Sauro Bertinelli, non sia riuscito a ripetere l’exploit del 2012 quando venne eletto, al primo turno, con oltre il 59%. Anche lui, però, sperava in un risultato migliore rispetto al 37,41% ottenuto. Dieci punti in più rispetto ad Alessandro Tomasi (centrodestra), che lo sfiderà il 25 giugno. L’ago della bilancia potrebbe essere proprio l’ex Pd Roberto Bartoli, considerato vicino a Matteo Renzi, che alla testa di una lista civica ha superato l’11%. Anche in questa città i renziani non sfondano.

Il lusinghiero risultato, che abbiamo rilevato (8%) di CasaPound potrebbe diventare determinante a Lucca per il candidato del centrodestra Remo Santini che, con il 34%, segue da vicino il sindaco uscente del Pd Alessandro Tambellini al 38%.

Antonio Mazzeo, vicesegretario del Pd toscano chiama per questo le sue truppe a raccolta, invitando chi ha a cuore il centrosinistra, a «non restare indifferente di fronte al rischio che a governare le nostre città possano essere le destre e perfino forze eversive come CasaPound».

Nel centrodestra sia il coordinatore dell’esecutivo nazionale Fdi Giovanni Donzelli, sia il coordinatore toscano di Fi Stefano Mugnai, lo abbiamo già rilevato, non nascondono la soddisfazione per essere passati da 3 a 9 comuni amministrati tra quelli dove ieri si è votato, con la possibilità di contendere al Pd Lucca e Pistoia.

Intanto fa sentire la sua voce anche il governatore Enrico Rossi, passato a Mdp, che richiama l’attenzione sullo spazio che si è aperto «alla sinistra del Pd», e sulla massiccia astensione registrata ieri, visto che i votanti si sono fermati al solo 56,75%. Un dato che nella Toscana rossa, abituata a votare in massa il partito egemone, era sempre stato molto basso, ricordiamo percentuali bulgare di votanti in alcuni comuni rossi fino all’85 – 87%. Ma adesso la politica e il partito sono cambiati, le divisioni renziane e le liti interne hanno portato a questo bel risultato. E per fortuna del Pd anche a destra le liti e le divisioni non mancano, se no la situazione potrebbe peggiorare sempre più per Renzi e soci.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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