Pagano i cittadini per gli errori di politici e banchieri

Economia: 31 miliardi spesi per il salvataggio di Monte paschi, Banca Etruria e le altre in difficoltà

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

ROMA – Un vero e proprio salasso per la casse dello Stato, e di conseguenza per tutti quelli che pagano le tasse (in particolare pensionati e dipendenti a reddito fisso), per rimediare agli errori e alle illegittimità di banchieri e politici. Sono più di 31 miliardi i soldi spesi per evitare il collasso di sistema bancario definito per anni «solido» nelle dichiarazioni ufficiali. Soldi delle banche sane e dei loro correntisti, soldi dei contribuenti e soldi dello Stato. Poco meno di due punti di Pil. O, se si preferisce, abbastanza per tagliare di quasi un punto e mezzo il debito pubblico. Soo numeri ancora provvisori ma rendono bene l’idea. Più di un miliardo e mezzo di euro al mese, se si considera il primo intervento quello fatto su quattro piccole banche dell’Italia centrale nel novembre del 2015.

Il caso più illustre è senza dubbio quello del Monte dei Paschi. Viene scoperto nel gennaio del 2013. Scandali, inchieste e aumenti di capitale si trascinano per quattro anni. A giorni dovrebbe arrivare il via libera europeo per la sua nazionalizzazione. Da solo costa almeno 8,8 miliardi, in parte soldi dei contribuenti e in parte degli investitori che avevano comprato i suoi bond subordinati.

Nel novembre del 2015 viene decisa la risoluzione di quattro piccole banche locali che valevano, tutte insieme, appena l’1% del mercato bancario italiano. L’obiettivo dichiarato era evitarne il fallimento e rivenderle in breve tempo, ripulite e di guadagnarci anche un po’. Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti sono costate almeno 5,3 miliardi al sistema bancario, che ha finanziato il fondo di risoluzione. Poi sono state comprate da Ubi Banca e Bper per un euro nei mesi scorsi. Il caso più eclatante quello di Banca Etruria che ha visto politicamente sotto accusa l’attuale sottosegretaria Maria Elena Boschi e che vede ancora oggi le proteste dei risparmiatori truffati.

Infine scoppia il bubbone delle popolari venete. Il fondo Atlante, promosso dal governo ma finanziato dal sistema bancario e dalle fondazioni, ci mette dentro 3,5 miliardi di euro. Ma non è stato sufficiente a garantire il salvataggio di correntisti e personale, tanto che si arriva all’intervento statale deciso dal consiglio dei ministri. E noi paghiamo per le malefatte di altri.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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