Parigi: il Tgv parte con oltre un’ora di ritardo, per colpa di un bagaglio sospetto e delle conseguenti misure di sicurezza
PARIGI – Il giorno della nostra partenza, in treno dalla gare de Lyon, la principale di Parigi, si è verificato un episodio che la dice lunga sulla tensione che esiste nella capitale francese, e sull’impegno continuo che le forze di polizia sono chiamate a sostenere. Anche per questo il nuovo presidente della repubblica, Emmanuel Macron, a costo di sfidare polemiche e critiche da parte degli alleati, sembra intenzionato a prorogare lo stato d’emergenza decretato dal suo predecessore François Hollande.
Arrivati alla Gare col Metro 14, senza particolari problemi, ecco che mia moglie coglie un avviso inquietante. L’altoparlante invitava chi avesse lasciato un bagaglio incustodito su una carrozza a recuperarlo e a presentarsi alla polizia con urgenza. Si, perché le regole della sicurezza francese (ma anche di quella italiana) impongono che ogni bagaglio abbandonato di cui non si conosca la proprietà debba essere ispezionato dalla polizia, dagli artificieri, per scongiurare esplosioni rovinose. Dopo che l’annuncio era stato ripetuto senza alcun esito positivo, il traffico dei treni è stato momentaneamente bloccato e presumibilmente il convoglio con il bagaglio sospetto è stato spostato fuori della stazione, in un punto dove non ci fosse pericolo per l’incolumità dei viaggiatori, per le ispezioni e gli eventuali interventi della polizia (che potrebbe anche far brillare il plico). Si tratta di misure in vigore non solo in Francia ma in tutti i Paesi che dispongono di servizi di sicurezza che si rispettino.
Intanto il ritardo dei treni cresceva, prima 10, poi 20, poi 30 minuti. Dopo mezz’ora però il traffico è stato riattivato, tutti i treni sono partiti con ritardi da 15 a 30 mn., solo il nostro Tgv, sul tabellone, accumulava ulteriori ritardi in continuazione, fino a un’ora. Viaggiatori infuriati per l’assenza di notizie e perché lo sportello informazioni diceva candidamente di consultare il tabellone delle partenze. Ci siamo messi a familiarizzare con alcuni italiani, come noi in attesa, quando ho visto arrivare un Tgv nel binario vicino al nostro punto di ritrovo, e ho immaginato che si trattasse del nostro, giunto in sostituzione di quello presumibilmente ispezionato dalla Polizia. Si perché nel frattempo molti indizi mi avevano fatto pensare che il bagaglio sospetto fosse posizionato proprio sul nostro treno, il Tgv Parigi-Lione-Torino- Milano.
L’altoparlante e il tabellone infatti confermano che era proprio quello testé arrivato il convoglio per Milano. Sistemati confortevolmente a bordo (il Tgv è molto più comodo del Frecciarossa 1000) siamo partiti con 1,15 h di ritardo sull’orario previsto. Il capotreno ha poi spiegato che il mancato arrivo in tempo utile del convoglio era dovuto a un inammissibile ritardo degli addetti ai garage nel trasferirlo sui binari di partenza. A mio avviso si trattava di una giustificazione che voleva nascondere la realtà ed evitare, giustamente, di creare apprensione o panico nei viaggiatori. Il viaggio si è svolto regolarmente e siamo arrivati a Torino con soli 10 mn. di ritardo, così le ferrovie francesi non hanno dovuto neppure rimborsare una parte del biglietto.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma il clima di sospetto e di apprensione che i ripetuti attentati mortali dei terroristi islamici in mezza Europa, in particolare a Parigi, hanno sollevato può giustificare queste situazioni e questi comportamenti, volti al fine di garantire la nostra sicurezza.
