I principi fissati dal ministro Madia

Pubblico impiego: contratto, fissate le linee guida del ministero per l’applicazione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

ROMA – Escono nuove anticipazioni sulle direttive del Ministero delle funzione pubblica in merito all’applicazione del contratto degli statali. Principi che erano già ben conosciuti, ma che adesso vengono meglio esplicitati. Intanto, a inizio settimana, il decreto bis sui ‘furbetti del cartellino dovrebbe ricevere il sì finale dal Consiglio dei ministri. Il testo passerà senza modifiche di sostanza: chi viene colto a strisciare il badge per poi andarsene verrà licenziato entro 30 giorni.

Nel pubblico impiego gli aumenti contrattuali, 85 euro mensili in media, saranno più generosi con chi guadagna meno attraverso quello che potrebbe essere un meccanismo, per cui spinge il ministero della Pubblica amministrazione, alla Robin Hood. Ma il tutto sarebbe calibrato all’interno delle fasce retributive di ogni comparto, in modo da garantire incrementi per tutti, seppure graduati (di più a chi ha meno), in base a parametri certi.

È quanto emerge dopo la messa a punto della versione finale della direttiva sui rinnovi, già annunciata dalla ministra Marianna Madia. Come già stabilito nell’intesa del 30 novembre, tra ministero  e sindacati, il sistema per la ripartizione degli 85 euro medi di aumento è rimesso ai tavoli. Un primo incontro per tracciare la roadmap dei negoziati già c’è stato, entro luglio dovrebbe invece partire la trattativa vera e propria all’Aran, l’Agenzia che rappresenta il governo. E a fare da apripista dovrebbe essere il settore della Pubblica Amministrazione centrale (tra cui ministeri e agenzie fiscali).

Tuttavia una strategia per consentire incrementi di stipendio inversamente proporzionali all’ammontare della busta paga, a piramide rovesciata, potrebbe essere ripresa da quanto già sperimentato con il bonus Irpef, che infatti decresce per i redditi più alti. Ciò permetterebbe anche di salvaguardare gli 80 euro per quella platea di dipendenti che sono a rischio di scavalcare il tetto (25mila euro) proprio a causa dei rinnovi. Insomma alle fasce basse andrebbero destinate risorse maggiori, magari anche doppie. Ma per evitare sproporzioni tra i 3 milioni di dipendenti pubblici, la distribuzione potrebbe essere modulata su fasce retributive (5 o 6). L’indicazione infatti è chiara: «le parti valuteranno – si legge nella direttiva – gli effetti che l’aumento retributivo potrà produrre in relazione agli incrementi stipendiali del personale collocato nei livelli retributivi più bassi e destinatario di recenti provvedimenti di giustizia sociale». Il riferimento è agli 80 euro e al pericolo di scavalcare il tetto previsto per il riconoscimento dello sgravio.

Nel testo finale della direttiva dunque il ministero lascia ampio mandato alle parti, posto che i fondi sono quelli a disposizione, anche per la tutela degli 80 euro: niente aggiunte. Nella direttiva infatti viene scritto che nei tavoli si rifletterà se inserire «misure correttive» qualora «necessario e nei limiti delle risorse destinate all’obiettivo di incremento contrattuale». L’attenzione «ai livelli retributivi più bassi» destinatari di «provvedimenti di giustizia sociale» però resta, anche se rispetto alla bozza della direttiva circolata nei giorni scorsi saltano riferimenti precisi sia ai meccanismi sia al bonus 80 euro, anche per dare più spazio di manovra alle parti.

Il tutto però, avverte il ministero, nei limiti delle risorse destinate (5 miliardi in tutto, con una parte da stanziare nella prossima manovra). Un vincolo quello delle risorse che vede i sindacati contrari. La leader della Cgil, Susanna Camusso, sin dall’inizio insiste per una soluzione sugli 80euro, che altrimenti diventerebbero un premio contro la contrattazione. Per il segretario della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, la questione diventa difficile: il Governo rimanda alla trattativa il problema del bonus. Il punto sarà sicuramente al centro del primo vero tavolo, quello sulla P.A. centrale, che partirà entro luglio. Intanto l’Aran cercherà in settimana, il 13 c’è un appuntamento, di chiudere l’accordo su permessi e distacchi sindacali.

 

 

 

Tag:, , ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
Mail
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: