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Sgomberi: pronte le linee guida del Viminale. Cabina di regia centrale e Comitati metropolitani in periferia

ROMA – La nuova direttiva per gli sgomberi, predisposta dal Viminale, verrà inviata lunedì ai prefetti. Sarà istituita una cabina di regia in sede centrale, mentre le decisioni in sede locale saranno affidate ai prefetti, previo esame dei Comitati metropolitani.

Coinvolgere enti locali e regioni sulle modalità degli sgomberi degli immobili occupati: le linee guida, che il Viminale ha concordato con i sindaci e che è pronto ad inviare ai prefetti, puntano a scongiurare il ripetersi di quanto avvenuto a Roma. Con il consenso dell’Anci,  il cui presidente Antonio Decaro le definisce “utili. Con la circolare i sindaci si sentono meno soli e la casa torna ad essere un diritto e non un’emergenza”.

CABINA DI REGIA – Viene istituita una cabina di regia nell’ambito del ministero, alla quale partecipano i rappresentanti dell’Anci, della Conferenza delle Regioni e dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Proprio nell’ambito della cabina di regia si farà una ricognizione dei beni immobili privati e pubblici inutilizzati, inclusi quelli sequestrati e confiscati alle mafie. Tutto ciò per arrivare a una mappatura sulla base della quale verrà proposto un piano per l’effettivo utilizzo e riuso degli edifici a fini abitativi. Un piano che però dovrà tenere conto anche dei necessari finanziamenti. Sul fronte economico, infatti, saranno valutate anche le possibilità legate all’uso di risorse europee, come quelle del Pon legalità 2014-2020.

LA CIRCOLARE «Al fine di disporre a livello centrale di conoscenze informazioni utili, e valutare la necessità di approntare diversi strumenti di intervento, è istituita una cabina di regia nell’ambito del ministero dell’Interno, con la partecipazione dei rappresentanti designati dall’Anci e dalla conferenza dei presidenti di regione nonché dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità». La mappatura, il piano di utilizzo e gli interventi a lungo termine degli sgomberi avverranno al ministero.

COMITATO METROPOLITANO -Nel Comitato metropolitano, già previsto dal decreto Minniti-Orlando sulla sicurezza urbana, i prefetti promuoveranno l’analisi delle singole situazioni degli immobili occupati e le categorie di soggetti presenti. Infine il Comitato per l’ordine e la sicurezza, lo strumento operativo, nel quale ancora i prefetti pianificheranno le attività necessarie per eseguire gli sgomberi, verificando condizioni «di ordine pubblico, incolumità, tutele alloggiative degli aventi diritto in relazione a ciascuno degli interventi di sgombero programmati». In tale sede i prefetti dovranno prendere le informazioni per avere un quadro della situazione e raccogliere le varie istanze non solo degli enti pubblici e dei privati, ma anche delle associazioni impegnate nel sociale. Il prefetto dunque proprio nel comitato metropolitano potrà ‘mappare’ le singole situazioni e le eventuali criticità sugli immobili occupati ed avere informazioni sulla capacità di assistenza e le risorse finanziarie messe a disposizione. Proprio per il ruolo che le Regioni giocano sul fronte dell’emergenza abitativa, potranno essere coinvolte nei comitati metropolitani.

COMITATO PROVINCIALE – Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza resta però la sede deputata rispetto ai possibili risvolti degli sgomberi sul piano dell’ordine pubblico. In seno a questo consesso i prefetti condivideranno quanto emerso nel comitato metropolitano pianificando gli interventi e verificando che ci siano le condizioni per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza, ma anche l’alloggio degli sgomberati che ne hanno diritto. La tutela delle famiglie in situazioni di disagio economico e sociale deve essere prioritaria.

Faremo una valutazione delle emergenze nei diversi comuni, a partire dai più grandi. Una sorta di mappatura e poi quantificheremo anche i fondi necessari – sottolinea ancora Decaro che nei giorni scorsi aveva chiesto al governo due fondi, uno per le ristrutturazioni degli immobili da usare per l’emergenza e un altro per i dormitori – Vogliamo arrivare nell’ambito della legge di bilancio a una soluzione sui fondi per l’emergenza abitativa”. Un’emergenza, ha ribadito il presidente di Anci, che “riguarda tutti, chi non riesce a pagare una casa, i senzatetto, gli ex migranti usciti dal sistema di protezione”.

 

AZIONI TEMPESTIVE – II Viminale punta soprattutto sull’azione tempestiva contro le occupazioni. Tempi stretti, per evitare un impatto sociale ancora più pesante. Ossia il radicamento delle famiglie nei quartieri. Tra le azioni dei Movimenti e l’intervento delle forze dell’ordine dovrebbe trascorrere una settimana. E se il presidente dell’Associazione Comuni, Antonio Decaro, dopo la trattativa, ha trovato un’intesa con il Viminale, adesso è da Palazzo Chigi che attende una risposta. Anche le istanze presentate dalla Raggi ieri a Minniti sono in linea con la lettera scritta dal sindaco di Bari al premier: l’istituzione di un organismo interministeriale che includa la Difesa, per l’impiego delle caserme, e il Demanio, per risolvere l’emergenza alloggiativa.

Sembra un quadro omogeneo, ma da vecchio prefetto giudico positivamente l’inserimento delle regioni nei Comitati metropolitani, in quanto tali enti hanno competenze specifiche in materie che possono facilitare coesione sociale e integrazione, mentre mi sembra una misura politica e non pratica l’inserimento delle associazioni impegnate nel sociale, che porranno problemi di sola facilitazione di accoglienza e inserimento ad ogni costo dei migranti, rallentando ovviamente le soluzioni anche urgenti.

Non si tratta proprio di soluzioni innovative: in questo modo con regione Piemonte, provincia di Torino e soprattutto Comune di Torino (sindaco Chiamparino) nel 2009 abbiamo risolto accoglienza e inserimento di circa 500 somali, alloggiandoli provvisoriamente per meno di un anno in una caserma. Idea che è prontamente ritornata in auge adesso per risolvere situazioni esasperate come quelle di Roma e l’occupazione del villaggio ex Moi di Torino. Auguri ai colleghi, ci vorrà pazienza e fermezza, dovranno lottare contro centri sociali, movimenti per la casa e migranti, contro una parte del mondo politico, contro alcune associazioni, ma alla fine la squadra delle istituzioni dovrà avere la meglio. ne va della tenuta democratica della nostra società, come ha osservato giustamente il Ministro Minniti, contrastato dal collega Orlando, che poi mi sembra si sia convinto a fare marcia indietro.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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