Per sostituire circa 450.000 pensionati

Pubblico impiego: nessun maxiconcorso straordinario, ma selezioni progressive e programmate

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

ROMA – Nei prossimi cinque anni andranno in pensione circa 450 mila lavoratori pubblici: è un dato di fatto e rappresenta una sfida per un significativo ricambio che non lascia però la P.A colta di sorpresa: non ci sarà bisogno di piani straordinari o di un maxi-concorso. Così la ministra della P.A, Marianna Madia, interviene sull’esodo dei travet e relative conseguenze, precisando che non si tratta di rimpiazzare con un solo colpo il picco di uscite. Il Governo è invece pronto, visto che lo prevede la riforma del pubblico impiego, ad assumere attraverso un reclutamento ordinario, selettivo e ragionato.

Un freno quindi dopo le polemiche politiche, con Forza Italia che accusa il Governo di elargire mance elettoralistiche. Critico anche il giurista Sabino Cassese, che in un commento sulle pagine del Corriere della Sera parla di un’abbuffata di statali. Madia dalla sede dell’Onu a New York spiega che quanto anticipato dal sottosegretario alla P.A, Angelo Rughetti, il picco di pensionamenti, è una realtà da affrontare, una situazione ben nota. Ma questo non significa procedere, chiarisce, a una sostituzione sostanzialmente ”automatica.

La parola chiave è fabbisogno. Si abbandonerà il modello delle piante organiche per assumere laddove c’è un servizio che tira. Un cambiamento che sarà supportato da nuove linee guida per i concorsi. Per quanto riguarda lo Stato, gli enti locali sono autonomi, si cercherà di unificare le prove e prevedere una cadenza regolare. C’è anche il progetto per un sito che raccolga tutti i bandi, a proposito di trasparenza (tema al centro della missione del ministero all’Onu). Per Madia è semplicemente la normalità anche se, ammette, non eravamo più abituati, dopo anni di blocco del turnover, ora aperto al 75% nei Comuni, e precariato.

Per i cosiddetti contratti flessibili è in vista un piano di stabilizzazioni mentre resta ancora da definire la situazione degli idonei ai concorsi pubblici. Oltre 150 mila persone che sperano di entrare. Il presidente del Comitato XXVII Ottobre, Alessio Mercanti, chiede il riconoscimento di un punteggio nelle future selezioni per chi sta in graduatorie pre-2007 e l’assorbimento del resto.

Intanto si scalda il fonte delle partecipate pubbliche: a fine mese scade il termine per la presentazione dei piani sui tagli e cresce il pressing dei Comuni per rimandare al 10 novembre la lista dei conseguenti esuberi. Il nodo verrà sciolto domani in Conferenza unificata, quando si tenterà l’intesa sul decreto per la gestione delle eccedenze. Il vicepresidente dell’Anci, Umberto Di Primio, chiede di differire il termine per la dichiarazione degli esuberi al 10 novembre, una riserva di tempo per non far cadere sui lavoratori scelte che devono essere ben ponderate, in modo da contenere gli esuberi e indicare percorsi alternativi.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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