Moltissimi sono interessati e dovrebbero chiedere il rimborso

Tari: molti comuni hanno imposto tariffe irregolari. In attesa dell’intervento del Mef ecco il fac simile per chiedere il rimborso

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Fisco, il Blog di Paolo Padoin, Politica, Top News

ROMA – Secondo quanto riferito dal sottosegretario all’ economia Baretta durante un question time, come riportato puntualmente da Firenzepost,  diversi comuni avrebbero sbagliato il calcolo della Tari per quanto riguarda la quota variabile del tributo e di conseguenza migliaia di famiglie avrebbero visto lievitare il costo dell’ imposta da pagare fino anche al doppio del dovuto.

Per verificarlo bisogna ancora una volta esaminare la lettera con cui viene quantificata la cifra da pagare e andare a guardare nel dettaglio della composizione della tariffa. Se oltre alla dicitura «domestica – componenti», seguita dal numero dei componenti della famiglia, sono presenti altre quote con la dicitura «domestica – accessori» o «domestica – pertinenze», seguite da un numero di componenti (che in genere sarà 1), siete tra le vittime di questo inghippo di molti Comuni a danno dei cittadini. 

L’errore, chiamiamolo così, si annida infatti nella doppia componente della tariffa che dovrebbe basarsi sui metri quadri e sui componenti del nucleo familiare (considerati come indicatore della quantità di spazzatura prodotta). Molti Comuni hanno calcolato più volte la componente variabile (cioè il numero di persone che vivono nell’immobile): una volta per la parte principale dell’immobile e una per ciascuna parte accessoria. Quindi è a rischio chi ha un’abitazione classificata al catasto in più parti, magari in base a un vecchio accatastamento oppure perché la casa è composta anche da un giardino, una soffitta, una cantina o un garage. In casi come questi, i Comuni hanno aggiunto un componente familiare per ogni pertinenza dell’immobile.

Il conto delle cifre da chiedere indietro, spesso versate per anni, può ammontare anche a svariate centinaia di euro. L’ideale, una volta accertato di essere tra gli aventi diritto, è rivolgersi a un Caf o a un commercialista per avere un conteggio accurato.

Il sito rimborsopensioni.it, che era sceso in campo per difendere i pensionati dallo scippo renziano, illustra la problematica e fornisce anche importanti indicazioni sul da farsi, ivi compreso un fac simile di ricorso al Comune per il rimborso, ove dovuto. Lo riportiamo qui di seguito per utile informazione dei nostri lettori.

Sebbene Alia, il gestore del servizio rifiuti dell’area fiorentina, si sia affrettata a comunicare che, per carità, la Tari da lei applicata è regolarissima, sarebbe opportuno che ciascuno controllasse o facesse controllare la regolarità della sua posizione e, magari in via di tutela preventiva, inviasse già istanza di recupero come da modello allegato.

Ma andiamo per ordine, ci dice il sito rimborsopensioni.it:

«– Cos’è la Tari? È la tassa rifiuti introdotta nel 2014 dalla legge 147/13 e serve per finanziare il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ( negli anni precedenti abbiamo dovuto pagare la stessa imposta con altri nomi: Tares,Tarsu,Tia).

– Chi è tenuto a pagare la Tari? Chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte che possano produrre immondizia sia che si sia proprietari che affittuari.

– Come si paga la Tari? Di norma l’imposta è scaglionata in due rate ma ogni singolo comune può decidere le date di scadenza per i pagamenti.

Ma dov’è l’errore?

La Tari è composta da una quota fissa ( questa quota è in proporzione ai metri quadrati dell’abitazione) ed una variabile ( che varia in base al numero dei componenti della famiglia secondo l’equazione: più persone per superficie abitativa = più rifiuti prodotti) ma la quota variabile andrebbe calcolata una sola volta su l’insieme dato da mq casa+pertinenze ( come cantine, garage, soffitte..) moltiplicato il numero dei familiari. I Comuni che avrebbero commesso l’errore (si parla di alcune città come Milano , Ancona, Genova, Napoli…) avrebbero applicato la quota variabile tante volte quante sono le pertinenze dell’ abitazione.

Facciamo un esempio: appartamento di superficie complessiva di 150 mq di cui 100 di casa, 30 di garage e 20 di cantina numero dei componenti della famiglia 4. Secondo la regola generale- dettata dall’ art.17 comma 4 del prototipo di regolamento per l’istituzione e l’ applicazione della Tares – l’ importo da versare si otterrà sommando le quote fisse di abitazione+ cantina+ garage + la quota variabile che deve essere conteggiata esclusivamente una sola volta

Come deve comportarsi un contribuente?

Il contribuente deve procedere ad un semplice controllo: riprendere gli avvisi di pagamento della tari degli ultimi anni ( dal 2013 al 2017) e controllare nella parte relativa al dettaglio da pagare. In questa sezione infatti sono indicate i dati catastali, la superficie tassata, il numero di occupanti e la quota fissa e variabile per ogni unità immobiliare, se la quota variabile è presente anche per le eventuali pertinenze allora si ha diritto a chiedere il rimborso.

Come fare a chiedere il rimborso?

Deve essere presentata istanza di rimborso al proprio Comune tramite raccomandata AR. Attenzione: se il tributo viene gestito in modo esternalizzato, ad esempio da parte della società che gestisce i rifiuti, l’istanza di rimborso deve essere indirizzata alla società.

Quali sono i tempi?

Come sempre anche su questa tematica essere tempestivi è importante, la prescrizione infatti fa sì che Il contribuente abbia 5 anni di tempo dal pagamento per inviare l’istanza ed il Comune interessato ha 180 giorni per rispondere.

Non dimentichiamo inoltre che come previsto nel disegno della legge di bilancio del 2018 la Tari potrebbe subire ulteriori aumenti.

Se è vero che: il rimborso è un diritto dei cittadini come ha dichiarato in un’intervista radio il Presidente dell’ Anci è altrettanto vero che RimborsoPensioni.it è da sempre attento ai diritti dei pensionati, dei cittadini e alle malefatte della Pubblica Amministrazione.

Siamo quindi sicuri di farvi cosa gradita mettendovi a disposizione l’istanza necessaria per procedere ( dopo che avrete controllato il dettaglio degli avvisi di pagamento della tari ) alla richiesta di rimborso ».

E così anche noi mettiamo a disposizione il nostro giornale per pubblicizzare la notizia e per fornire il modello di ricorso al link sopraindicato.

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