Skip to main content

Italiani sempre più euroscettici, anche più dei britannici. Lo certifica Eurostat

Commissione Ue

BRUXELLES – Le conseguenze delle politiche europee, in certi casi disastrose per il nostro aese, fanno diventare gli italiani sempre più euroscettici, e non è certo colpa dei populisti come pretenderebbero Ranzi, Napolitano, Prodi, Boldrini e altri soloni e chiacchieroni d’Europa. La situazione economica e l’invasione di immigrati hanno avuto il loro peso e il giudizio degli italiani sugli ultimi governi, in particolare, quello di Renzi, è estremamente negativo, soprattutto perché si pensa (a ragione) che l’Italia in Europa conti meno di zero.

Il sostegno degli italiani verso l’euro è il più basso dell’Eurozona: è quanto emerge dall’ultimo Eurobarometro che, rispetto alla scorsa primavera, vede ancora aumentare in Italia lo scetticismo nei confronti dell’Ue. Tanto che il Paese resta agli ultimi posti della classifica della fiducia nelle istituzioni comunitarie, assieme al Regno Unito, alla Grecia e – sorpresa – alla Francia, dove c’è stato un netto calo dei consensi negli ultimi sei mesi.  Secondo l’indagine di Eurobarometro, il sostegno degli italiani all’euro (59%) è il più scarso di tutti, almeno se si guarda ai Paesi dell’Eurozona.
Totalmente contro l’euro è il 30% degli italiani, superato solo dal 32% di ciprioti. Anche i greci sono contro al 30%, ma quelli a favore arrivano al 66%, molto di più degli italiani e nonostante un durissimo programma di aiuti europeo.
L”80% degli italiani poi continua a considerare «totalmente negativa» la situazione dell”economia nazionale, anche se il numero è calato del 6% dalla primavera. Il pessimismo italiano diventa record in Ue quando allarga lo sguardo alla situazione dell”economia europea: il 58% la definisce totalmente
negativa, e solo il 33% positiva. Persino i britannici sono leggermente più ottimisti, con solo il 43% che vede buia la situazione economica europea.
Ma lo scetticismo degli italiani non tocca solo l’economia. La maggior parte (64%) ritiene che la propria voce non conti
nulla in Europa, e solo il 29% si sente ascoltato. Anche sulle opportunità dell’Ue, gli italiani sono i meno convinti d’Europa.
Il 68% è a favore della libera circolazione dei cittadini, ma è la percentuale più bassa di tutte: gli altri Paesi sono molto più convinti, incluso il Regno Unito (75%) nonostante abbia optato per la Brexit. Il problema è che l’Italia ha un numero record di risposte non so (11%), segnale ancora una volta dei
dubbi sull’Ue. Molto basso (solo la Grecia fa peggio) è anche il sentimento verso la cittadinanza Ue: il 54% si sente cittadino europeo, il 43% no.
Ma quando si tratta di sperare nel futuro, il 50% degli italiani si dice ottimista sul destino dell’Unione, dato leggermente in aumento (+1%) rispetto all’opinione della primavera. Il 40% vede invece un quadro più negativo all”orizzonte. Numeri simili a quelli della Francia, dove il 49% è ottimista, il 47% pessimista. Nel Regno Unito gli ottimisti scendono a 44%, in Grecia al 37%.
Solo sul fronte immigrazione gli italiani diventano europeisti: il 70% (sopra la media Ue), è a favore di una politica comune.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo