L'esplosione nella galleria dell'Appennino

Strage di Natale del treno 904 il 23 dicembre 1984: il ricordo di Mattarella

di Gilda Giusti - - Cronaca

Il Rapido 904 dopo la strage del 23 dicembre 1984

ROMA – E’ tornato con il ricordo al 1984, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla strage della vigilia di Natale, quando venne messo esplosivo sul treno che andava a nord. Il boato nella galleria dell’Appennino, fra Firenze e Bologna. Queste le sue parole: «Il 33esimo anniversario della strage sul treno rapido 904 richiama alla memoria di tutti noi
l’aggressione ai valori democratici e di civiltà che avvenne con ogni violenza, in dispregio della stessa vita umana. Le morti, i traumi e le sofferenze provocate da quell’esplosione
in galleria, tra le stazioni di Vernio e di San Benedetto Val di Sambro, costituiscono una ferita insanabile recata all’intera comunità nazionale».

E ancora: «Fu un attacco eversivo contro la Repubblica e contro la nostra stessa convivenza, messo in atto con inquietanti complicità tra componenti terroristiche e organizzazioni
mafiose. Il nostro Paese aveva già pagato un prezzo elevatissimo alla strategia della destabilizzazione, e quell’attentato alla vigilia del Natale, compiuta contro cittadini inermi,
rappresentò una evoluzione che le istituzioni, la società civile, la coscienza stessa degli italiani hanno debellato e sconfitto. Mentre esprimo vicinanza rinnovata ai familiari
delle vittime, ricordo come sia giusto testimoniare alle giovani generazioni che la storia va conosciuta, mai dimenticata, neppure per i momenti più dolorosi e traumatici. I valori della
civiltà prevalgono quando cresce la consapevolezza di valori come quelli della tutela della libertà, cammino comune a tutti i cittadini della Repubblica».

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Gilda Giusti

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Redazione Firenze Post
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