Le reazioni dei Comitati contrari all'opera

Messina: arrestato il presidente di Condotte spa, Astaldi. Tav di Firenze nella bufera

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Top News

FIRENZE – Da Messina giunge la notizia dell’arresto di 6 persone tra cui il presidente del consiglio di gestione della Condotte spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni, una delle principali aziende impegnata nei lavori per il sottoattraversamento fiorentino, il tunnel Tav. Proprio quella che aveva fornito la talpa che aveva cominciato a scavare.

E’ coinvolto  in una inchiesta che ha ad oggetto una presunta tangente per i lavori di realizzazione di tre lotti dell’autostrada Siracusa-Gela. Mentre le istituzioni (Regione e Governatore Rossi in primis) che hanno sempre spinto per la realizzazione dell’opera tacciono, si esprimono le associazioni e le parti politiche da sempre contrarie all’opera. E la domanda è adesso, viste le difficoltà di alcune imprese, le inchieste in atto che fine farà la grande opera – da molti ritenuta addirittura dannosa –  che da tanti anni tiene sulle spine i fiorentini?

Alcune parti da sempre schierate sull’argomento si esprimono chiaramente, ecco il comunicato del Comitato No Tunnel TAV:

«Sottoattraversamento TAV: una farsa o una tragedia? Il Comitato No Tunnel TAV dichiara tutto il suo sconcerto davanti allo spettacolo offerto dalle vicende relative ai lavori TAV a Firenze.
È di stamani la notizia che il presidente del consiglio di gestione di Condotte SpA, Duccio Astaldi, è stato arrestato per presunti reati, come turbativa d’asta e corruzione, relativi alla realizzazione di una autostrada siciliana. La notizia riguarda anche Firenze perché Condotte SpA è il general contractor che dovrebbe realizzare i tunnel TAV.
Questa notizia va ad aggiungersi alla storia del progetto fiorentino che tutti vogliono rimuovere ma che ha visto ben due inchieste della magistratura che hanno sollevato il velo su uno spettacolo vergognoso fatto di corruzione, truffe, mafie, inquinamento, traffico di rifiuti; tutti vogliono dimenticare che i lavori dovevano essere conclusi nel 2013, che i costi si sono moltiplicati e ormai sono sull’ordine del miliardo di euro.
Non c’è che dire, davvero un’”opera strategica”… ma non per Firenze. Nessuno vuole nemmeno porre mente al fatto che Condotte SpA è sull’orlo del fallimento, che, sempre in Sicilia, è stata estromessa dalla realizzazione di una autostrada. È scandaloso che si vogliano tenere gli occhi chiusi davanti a questo e si pensi davvero di affidare lavori delicati, come lo scavo di gallerie in ambiente urbano, ad una società decotta.
Ieri siamo venuti anche a sapere che le Ferrovie dello Stato e la Regione avrebbero fatto un accordo per realizzare un fantomatico “scavalco di Campo Marte”, ma nessuno in Comune, né il Sindaco né l’assessore Giorgetti né l’Osservatorio Ambientale, ne sa nulla. Anche qui non c’è che dire, è un ottimo ritratto di cosa sia diventata la politica in Italia e in Toscana: solo passacarte di poteri estranei che decidono sulla testa dei cittadini e delle stesse istituzioni che li dovrebbero rappresentare.

Il Comitato non può nemmeno dimenticare i proclami trionfali dei mesi precedenti dell’ex vice ministro Riccardo Nencini, degli assessori ai trasporti di Regione e Comune, Vincenzo Ceccarelli e Stefano Giorgetti, del presidente Enrico Rossi, secondo cui i lavori di scavo delle gallerie sarebbero iniziati nel febbraio scorso; adesso siamo a marzo, ma nessuno dice di essersi sbagliato. I cittadini per fortuna hanno di meglio da fare che tenere a mente le chiacchiere dei politici, ma se ci ponessero mente avrebbero davvero da vergognarsi di chi li dovrebbe rappresentare.»

Mentre la consigliera comunale Miriam Amato (Potere al popolo) spara a zero sul comune: «Chissà se l’amministrazione è a conoscenza dell’arresto odierno del presidente di Condotte, Astaldi, dopo che un mese fa ignorava la crisi finanziaria della stessa società per azioni che controlla Nodavia, il consorzio di imprese incaricato di eseguire i lavori TAV nel cantiere fiorentino. Quali saranno le conseguenze sui lavori della Tav di Firenze dopo il coinvolgimento di Condotte in una inchiesta giudiziaria e l’arresto del suo presidente? Non bastava che Condotte fosse sull’orlo del fallimento per mettere in allarme l’amministrazione comunale: che sia l’occasione buona per rimettere in discussione i lavori e e abbandonare l’intero progetto della Tav di Firenze?» .

Al di là delle critiche e delle diatribe politiche, la domanda delle opposizioni è giusta. Vista la situazione che fine farà il contestato tunnel fiorentino? A Rossi, Nardella, al prossimo governo e alle Ferrovie l’ardua risposta. Intanto le inchieste vanno avanti, ma l’opera non procede, anzi da molti anni è quasi in stallo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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